Lo Strillone: Mattarella e l’importanza d’investire in cultura su La Repubblica. E poi a Grande Brera, i “monumenti del cuore”

“Investire in cultura fa crescere il Paese“. Parole quasi banali, ma se le pronuncia il presidente della Repubblica, e in un luogo simbolico come Pompei, assumono un peso diverso. La Repubblica sottolinea che “il Capo dello Stato Sergio Mattarella, ieri in visita agli scavi di Pompei per partecipare all’inaugurazione della mostra ‘Mitoraj a Pompei’, ha […]

Quotidiani
Quotidiani

Investire in cultura fa crescere il Paese“. Parole quasi banali, ma se le pronuncia il presidente della Repubblica, e in un luogo simbolico come Pompei, assumono un peso diverso. La Repubblica sottolinea che “il Capo dello Stato Sergio Mattarella, ieri in visita agli scavi di Pompei per partecipare all’inaugurazione della mostra ‘Mitoraj a Pompei’, ha sottolineato l’importanza d’investire soprattutto in regioni come la Campania, e in generale nel Mezzogiorno. ‘Il nostro Paese ha il più grande patrimonio artistico del mondo ed è nostro dovere salvaguardarlo — ha detto il presidente — un dovere nei confronti della nostra storia e del nostro futuro‘”.

La Grande Brera, quel sogno sta per avverarsi”. Il Fatto Quotidiano aggiorna sul futuro del cuore dell’arte a Milano: “Quel formidabile centro di bellezza e cultura composto dalla Pinacoteca, dall’Accademia di Belle Arti, dalla Biblioteca Braidense, con l’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere, l’Osservatorio Astronomico e l’Orto Botanico, avrà una nuova vita nella sede centrale, a Brera. E si rinnoverà ed espanderà con il trasferimento di parte dell’Accademia nel grande polo dell’ex caserma di via Mascheroni. Oggi che è (quasi) fatta, dopo dieci anni di attesa e quaranta di chiacchiere sulla Grande Brera, dobbiamo ricordare i due milanesi che sono all’origine di questa soluzione e che hanno tenuto duro fino a vederla realizzata. Sono Nando dalla Chiesa e Aldo Bassetti”. Le bellezze segrete: Il Messaggero dedica la domenica a riscoprire i “monumenti del cuore”, dall’eclettico moresco Castello di Sammezzano a Reggello alla “città che muore”, Civita di Bagnoregio, alle Mura Timoleontee di Gela, alla preistoria sarda della Domus de Janas del sito archeologico di Sa Pala Larga a Bonorva.

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.