Lo Strillone: gli snobismi su Zalone ignorato dai David di Donatello sul Corriere della Sera. E poi Ravasi incontra Franceschini, abusi a Villa Doria Pamphilj

“Nonostante il successo di pubblico e l’interesse, tardivo, di intellettuali che vogliono solo godere della sua luce riflessa, Checco Zalone continua a far storcere il naso agli snob”. La riflessione la innesca il Corriere della Sera, che prende spunto dai giurati dei David di Donatello, “che non l’hanno premiato nonostante una certa apertura di orizzonti […]

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Nonostante il successo di pubblico e l’interesse, tardivo, di intellettuali che vogliono solo godere della sua luce riflessa, Checco Zalone continua a far storcere il naso agli snob”. La riflessione la innesca il Corriere della Sera, che prende spunto dai giurati dei David di Donatello, “che non l’hanno premiato nonostante una certa apertura di orizzonti quest’anno, o l’editore Giuseppe Laterza, che ha criticato la presenza di Zalone all’ultima Fiera del libro di Torino, dove il comico, adorato da una folla di fan, ha presentato il libro che il critico cinematografico Gianni Canova gli ha dedicato: Quo chi? Di cosa ridiamo quando ridiamo di Checco Zalone edito da Sagoma. Eppure, stando ai numeri dell’editoria, c’è sicuramente bisogno di fenomeni di successi larghi, meritati e di valore come Quo vado? per il cinema, che con i suoi incassi farà probabilmente respirare il settore cinematografico del 2016”.

Ritrovare il senso della bellezza”. Il Sole 24 Ore informa sul confronto tra “il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura, e il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini. Il primo ha citato Klee, il secondo il Piccolo principe per sottolineare il valore della bellezza, capace di andare oltre le apparenze per cogliere i significati più profondi dell’essere”. Abusi a Villa Doria Pamphilj. Indagati i dirigenti del Comune. Su Il Tempo un nuovo pasticciaccio romano: “Non si erano accorti nemmeno che per dare spazio alla canna fumaria era stato praticato un buco nell’acquedollo romano. Alcuni dirigenti del Comune di Roma e della Sovrintendenza capilolina ai Beni culturali sono finiti sono inchiesla dalla Procura per gli abusi commessi a Villa Doria Pamphilj, che, con i suoi 184 ellari di estensione, è una delle più importanti e ampie ville storiche romane”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.