La prima intervista ad Alessandro Rabottini dopo la nomina a direttore del miart. 10 minuti di riflessioni, spunti e progetti

L’occasione era troppo ghiotta: la notizia della sua nomina a direttore di miart a partire dalla prossima edizione del 2017 era giunta quando già la movida della settimana dell’arte newyorkese era partita. E allora lo abbiamo aspettato al varco, il neodirettore Alessandro Rabottini. Ovviamente non abbiamo potuto chiedergli nulla nello specifico (sebbene lui sappia già […]

L’occasione era troppo ghiotta: la notizia della sua nomina a direttore di miart a partire dalla prossima edizione del 2017 era giunta quando già la movida della settimana dell’arte newyorkese era partita. E allora lo abbiamo aspettato al varco, il neodirettore Alessandro Rabottini.
Ovviamente non abbiamo potuto chiedergli nulla nello specifico (sebbene lui sappia già tutto di quel che farà!), ma ci siamo spinti a piazzarlo spalle al Manhattan e al Brooklyn Bridge e a domandargli almeno quali saranno le sue linee di sviluppo per la fiera milanese. In questi 10 minuti di videointervista, la prima che Rabottini rilascia da neodirettore, il curatore ci mette sul piatto in maniera lucida e chiarissima quale è stato il suo feeling sugli anni passati (durante i quali ha pure lavorato alla fiera) e quali saranno i suoi propositi per gli anni successivi.

LE PRIMA NOTIZIE SULLA FIERA DEL 2017
Qualche anticipazione? Puntare ancora sulla progettualità interna alla fiera (come ad esempio la sezione Decades che ha debuttato quest’anno), spingere su una presentazione peculiare del contemporaneo, lavorare ancora e sempre di più sulla città di Milano. In attesa, ma su questo giustamente Rabottini nicchia, del nuovo governo della città che uscirà dalle elezioni di giugno. L’amministrazione di Giuliano Pisapia ha fatto tanto e ha fatto bene, ma a Milano la cultura la continuano a fare i privati, da soli (miart inclusa), senza un chiaro coordinamento pubblico. Tanto che a fare il coordinamento, appunto, si sostituiscono le manifestazioni fieristiche capaci più di assessorati e musei pubblici a dare risposte a determinate domande. Ma Rabottini potrebbe dopo giugno trovarsi con un interlocutore in più da mettere nel sistema.

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