Salone Updates: design al museo o in galleria d’arte? Tema da Fuorisalone per il belga Alain Gilles: che ne parla nella videointervista

Come si affronta il problema della funzione quando si parte da un approccio scultoreo? E come cambia la percezione del pubblico quando un oggetto di design viene esposto in un museo o in una galleria d’arte? Riuniti al Fuorisalone da Design Vlaanderen, il duo di artisti in bilico tra scultura e arredo e il creativo […]

Come si affronta il problema della funzione quando si parte da un approccio scultoreo? E come cambia la percezione del pubblico quando un oggetto di design viene esposto in un museo o in una galleria d’arte? Riuniti al Fuorisalone da Design Vlaanderen, il duo di artisti in bilico tra scultura e arredo e il creativo premiato con il Good Design Award nel 2014 ci raccontano la loro esperienza al crocevia tra arte e design. Habitué del Fuorisalone e della tradizionale mostra Belgium is Design, l’organismo che promuove il design delle Fiandre ha organizzato anche una colazione con sette designer fiamminghi. Al centro del villaggio africano immaginato da Francis Kéré nel cortile interno di Palazzo Litta, armati di caffè lungo e croissant, l’incontro ha fornito l’occasione per discutere con alcuni di loro del rapporto tra arte e design. Mentre le fiere d’arte contemporanea aprono al design e i musei accolgono sempre più frequentemente oggetti pensati per l’arredo – e talvolta addirittura intere architetture, come accade per esempio con la mostra Architecture as Art all’Hangar Bicocca – i designer si trovano spesso coinvolti in progetti ibridi che li portano a interrogarsi sul rapporto tra l’opera d’arte indifferente alla sua funzione e l’oggetto di design che, al contrario, si costruisce proprio attorno alla funzione.

ARTISTI ALLA PROVA CON MOBILI E COMPLEMENTI
Fien Muller e Hannes Van Severen sono entrambi artisti e hanno sviluppato la loro prima collezione di mobili e complementi quasi per gioco, nel 2011, con un esperimento di co-creazione targato Muller Van Severen da esporre alla galleria Valerie Traan di Anversa. Le loro creazioni, caratterizzate da un uso originale del colore, ricercano naturalmente un effetto scultoreo e sono pensate come opere d’arte da usare nella vita quotidiana. La linea di separazione tra i due mondi, quello dell’arte e quello del design è qui molto sfumata. “Quando affrontiamo un progetto ci comportiamo sempre come se si trattasse di un’installazione o di un pezzo unico destinato ad un museo”, racconta Van Severen, “inoltre non pensiamo soltanto ad un prodotto destinato ad un mercato ma a mettere insieme una serie di oggetti in modo che interagiscano tra loro sul piano formale”. L’approccio di Alain Gilles, che si è formato in Francia, all’ISD di Valenciennes, e nell’ultimo decennio ha inanellato collaborazioni con marchi prestigiosi in patria e all’estero, è per certi versi speculare: da designer “puro”, abituato a confrontarsi col mercato e spesso anche con una committenza, si è trovato a confrontarsi con un progetto artistico. “Sapere che un oggetto sarà esposto in un museo porta con sé una certa dose di responsabilità”, confida, “le persone lo guarderanno in modo diverso da come potrebbero guardare una lampada o una poltrona, per questo qualunque scelta, che si tratti di giocare fino in fondo il gioco dell’arte o meno, dev’essere consapevole”. Discorso che Gilles approfondisce nella videointervista che trovate sopra…

Giulia Marani

 

 

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Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.