Lo Strillone: Renzi annuncia 1 miliardo per la cultura in Italia su Il Sole 24 Ore. E poi Opera di Lione, miart

Qualcuno gioirà, qualcuno sorriderà magari con malizia: come ampiamente riportato da tutta la stampa, compreso Il Sole 24 Ore, agli Stati generali del Turismo appena conclusi in Campania il premier Renzi ha annunciato: “1 miliardo per la cultura, ma basta parlar male dell’Italia”. Da Capodimonte la dichiarazione: “La bellezza c’è ma bisogna raccontarla. Solo così […]

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Qualcuno gioirà, qualcuno sorriderà magari con malizia: come ampiamente riportato da tutta la stampa, compreso Il Sole 24 Ore, agli Stati generali del Turismo appena conclusi in Campania il premier Renzi ha annunciato: “1 miliardo per la cultura, ma basta parlar male dell’Italia”. Da Capodimonte la dichiarazione: “La bellezza c’è ma bisogna raccontarla. Solo così si vince la scommessa sul turismo, su cui si gioca la partita della cultura politica e dell’orgoglio nazionale”. Il premier invita a finirla “con il coro di lamentele che dice che in Italia non va bene niente”, e serve, “se non uno storytelling, una strategia di comunicazione sul turismo che faccia tornare gli italiani ad avere l’orgoglio di far parte di questo Paese”.

Ancora Il Sole 24 Ore, stavolta per parlare di teatri pubblici, e per tratteggiare l’esempio di Lione. “L’Opera di Lione è diventata in questi ultimi anni un gioiello che vale e si fa notare; ha coinvolto, con la recente nomina, una delle promesse della direzione d’orchestra, l’italiano Daniele Rustioni. Poco più che trentenne”. “Segnali di ripresa per l’arte contemporanea grazie a una selezione di qualità”. Nell’ultima giornata di apertura al pubblico, Il Messaggero prova già a tracciare un sommario bilancio di miart: “i collezionisti tornano a riaffacciarsi, i galleristi tornano a investire, a rischiare, il pubblico sembra meno disorientato e riprende a dimostrare interesse. È il quadro abbastanza incoraggiante che disegna miart, la grande kermesse dell’arte internazionale che ha celebrato qui a Milano la sua ventunesima edizione, schierando al palo di partenza 154 gallerie di una quindicina di Paesi, tra cui solo sette sono romane, con una selezione per titoli e meriti che ha scremato il lotto dei partecipanti, e alzato indubbiamente il livello di qualità”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.