Lo Strillone: procedura trasparente sui siti web per le sponsorizzazioni culturali su La Repubblica. E poi 500 professionisti assunti nei beni culturali, addio casa del Gattopardo

“Beni culturali, si facilitano le sponsorizzazioni”. Così scrive La Repubblica, nell’ambito di un’ampia analisi del testo del Nuovo Codice degli appalti varato ieri in via definitiva dal Consiglio dei ministri. “Per la prima volta viene aperta la strada alla sponsorizzazione dei beni culturali. ‘La riforma – ha sottolineato il ministro per i beni culturali Dario […]

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Beni culturali, si facilitano le sponsorizzazioni”. Così scrive La Repubblica, nell’ambito di un’ampia analisi del testo del Nuovo Codice degli appalti varato ieri in via definitiva dal Consiglio dei ministri. “Per la prima volta viene aperta la strada alla sponsorizzazione dei beni culturali. ‘La riforma – ha sottolineato il ministro per i beni culturali Dario Franceschini – semplifica le procedure per le sponsorizzazioni in favore del patrimonio culturale, che avverranno con una procedura trasparente sui siti web’”. Altre rivoluzioni sinsibili per il paesaggio: “non vedremo più ponti o tratti di strada sospesi nel vuoto, stadi o grattacieli non finiti che invecchiano prima di essere terminati. Niente più regolamenti per partecipare a un gara, ma linee guida. Non si rischia di aumentare contenziosi o dubbi di fattibilità”.

Arrivano i rinforzi ai beni culturali con 500 professionisti. È L’Unità a commentare “l’assunzione a tempo indeterminato di 500 funzionari tra archeologi, architetti, storici dell’arte, restauratori, archivisti, bibliotecari, antropologi, demoetnoantropologi, esperti di promozione e comunicazione. L’immissione di forze fresche e su fronti fondamentali della cura e tutela del patrimonio artistico che il ministro Dario Franceschini nell’autunno scorso aveva profilato e garantito in autunno è passata all’atto pratico”. “La casa del Gattopardo chiude per 50 centesimi”. Notizia su Il Fatto Quotidiano, secondo cui lo storico sito “chiude per cinquanta centesimi di euro non trovati da un funzionario pirandelliano. Sarà sbarrato per mala burocrazia, infatti, il portone di Villa Piccolo, un gioiello inestimabile trattato dalla Regione Siciliana come fosse un cumulo di macerie senza alcun significato”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.