Lo Strillone: distrutta a Lido di Ostia la stele che ricorda Pier Paolo Pasolini sul Corriere della Sera. E poi XXI Triennale di Milano, il Doganiere al Musée d’Orsay

“Non basta un martello per distruggere la poesia“. È un corsivo di Paolo Di Stefano sul Corriere della Sera a commentare l’incommentabile “violenza di cui ancora oggi, a quarant’anni da un omicidio mai chiarito, è oggetto Pier Paolo Pasolini. Una sedicente Militia di estrema destra ha sfogato la propria imbecillità feroce contro la stele che […]

Quotidiani
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Non basta un martello per distruggere la poesia“. È un corsivo di Paolo Di Stefano sul Corriere della Sera a commentare l’incommentabile “violenza di cui ancora oggi, a quarant’anni da un omicidio mai chiarito, è oggetto Pier Paolo Pasolini. Una sedicente Militia di estrema destra ha sfogato la propria imbecillità feroce contro la stele che ricorda il poeta nel Lido di Ostia, dove fu assassinato nel novembre 1975, distruggendola prima di lasciare lo striscione firmato. Non è escluso che, se avessero avuto sotto mano il corpo vivo di Pasolini, l’avrebbero ridotto come fu ridotto quella notte. Massacrato. Non fosse per il fatto che certe manifestazioni di brutalità incutono una sincera paura che sovrasta tutto, si potrebbe rimanere sorpresi dalla forza provocatoria che riesce a liberare ancora la figura di Pasolini. Per il suo incarnare lo scandalo come forse nessun altro poeta al mondo. Il monumento in travertino, opera dello scultore Mario Rosati, fu eretto nel 2005, accompagnato da lastre con incisi i versi dello scrittore”.

Al via la XXI Triennale di Milano. Il Sole 24 Ore ricorda che “inaugura ufficialmente questa sera la XXI Triennale Internazionale di Milano, che fino al 12 settembre prevede centinaia di mostre ed eventi dedicati al tema ‘Design after Design’. Numerose le location in città e nei dintorni. Il cuore sarà al Palazzo dell’Arte, sede della Triennale”. Al Musée d’Orsay arriva la mostra del Doganiere. È Italia Oggi a portare i suoi lettori a Parigi: “il debutto, a Venezia, nel 2015, dove la mostra che celebrava il Doganiere, come era soprannominato il pittore naif Henri Rousseau, e la sua innocenza arcaica avevano sorpreso per ricchezza e diversità. Ora, la versione parigina dell’esposizione, al museo d’Orsay fino al 17 luglio, aggiunge una ventina di opere che non erano presenti nel palazzo dei Dogi”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.