Biennale di Venezia 2017. Finlandia, Gran Bretagna, Australia e Nuova Zelanda annunciano gli artisti. Perché l’Italia ancora niente?

Manca ancora un anno alla 57. Biennale di Venezia e parte il toto nomi per i padiglioni nazionali, che uno ad uno stanno cominciando ad annunciare le partecipazioni per il rispettivo paese. E mentre le curiosità pian piano vengono soddisfatte, comincia anche per gli italiani la penosa attesa di una nomina dell’ultimo momento del curatore, […]

Manca ancora un anno alla 57. Biennale di Venezia e parte il toto nomi per i padiglioni nazionali, che uno ad uno stanno cominciando ad annunciare le partecipazioni per il rispettivo paese. E mentre le curiosità pian piano vengono soddisfatte, comincia anche per gli italiani la penosa attesa di una nomina dell’ultimo momento del curatore, con la conseguente scelta del progetto che rappresenterà lo Stivale, mai risolto fino ad ora con una mostra personale (come fanno tutti gli altri).
Mentre negli scorsi giorni è stato comunicato al mondo che sarà Mark Bradford a rappresentare gli Stati Uniti, la Finlandia ha reso noto che saranno Erkka Nissinen e Nathaniel Mellors i protagonisti della mostra curata da Xander Karskens. La giuria che ha valutato le molte proposte arrivate (sì perché in Finlandia funziona ad open call!) è stata infatti impressionata dalla natura irriverente del progetto che trasformerà lo spazio architettonico in un ambiente immersivo attraverso una installazione multimediale con “uova parlanti”.

GLI ALTRI PADIGLIONI
Ma non solo Stati Uniti e Finlandia hanno già fatto questo annuncio. Sono molte altre le nazioni che hanno già scelto. Ad esempio il Canada ha selezionato Geoffrey Farmer, un artista di Vancouver classe 1967 di area minimalista con una mostra curata da Kitty Scott, che lavorerà con Josée Drouin-Brisebois, Senior Curator di arte contemporanea alla National Gallery. Si prospetta molto emozionante il padiglione dell’Australia, che si presenta a Venezia con mostre sempre molto interessanti (memorabili quelli di Fiona Hall e Shaun Gladwell) si presenta con Tracey Moffat, mentre la vicina Nuova Zelanda ha scelto la videoarte panoramica di Lisa Reihana.
Anche la Gran Bretagna ha già fatto il suo annuncio e sarà Phyllida Barlow la sua campionessa che ha ricevuto sotto gli auspici del British Council, il massimo onore di rappresentare il suo paese. Discendente di Charles Darwin, la Barlow è un’artista classe 1944 che lavora su sculture ed installazioni di grandi dimensioni. Il suo lavoro è stato esposto nelle più importanti istituzioni di tutto il mondo.

www.labiennale.org

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