Lo Strillone: 9 milioni di italiani sui social per musei, artisti, teatri su Italia Oggi. E poi Barbie al Vittoriano, Francesco Prosperetti

“Su 36,6 milioni di italiani ‘utenti dei social’ (da Facebook a Twitter, da YouTube a Vimeo), 9 milioni li utilizzano per entrare in contatto con musei, artisti, enti musicali, teatri e altre realtà culturali: fascia d’età prevalente, 25-44 per gli uomini e 18-24 per le donne”. Italia Oggi commenta il Rapporto Civita, giunto alla sua […]

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Su 36,6 milioni di italiani ‘utenti dei social’ (da Facebook a Twitter, da YouTube a Vimeo), 9 milioni li utilizzano per entrare in contatto con musei, artisti, enti musicali, teatri e altre realtà culturali: fascia d’età prevalente, 25-44 per gli uomini e 18-24 per le donne”. Italia Oggi commenta il Rapporto Civita, giunto alla sua decima edizione, pubblicato da Silvana Editoriale e presentato ieri a Roma all’Ara Pacis dal ministro dei beni culturali Dario Franceschini. “È da sottolineare che il linguaggio impiegato nella comunicazione dei musei sui social media spesso non è inclusivo, risultando così inadatto a un’audience digitale. Inoltre, i vincoli normativi limitano l’utilizzo delle immagini delle opere d’arte sui canali digitali. Tra le proposte avanzate per accrescere il ruolo dei musei c’è quella di lanciare uno specifico programma nazionale per l’innovazione e l’integrazione nella comunicazione digitale, oltre a spingere ogni struttura ad avere strategie digitali definite e coerenti”.

Poliziotta, party girl, superstar, astronauta. Il Tempo parla delle mille facce delll’icona Barbie, da 56 anni la bambola più famosa del mondo, che approda con una mostra al Vittoriano: “non si è mai fatta sgretolare dal passare del tempo, ma si è trasformata in uno dei miti della contemporaneità, alimentando il dibattito culturale, sociale e antropologico in tutto il mondo”. “I soldi del Colosseo non sono sufficienti per tutto il centro“. Dalle pagine dell’edizione romana de La RepubblicaFrancesco Prosperetti – in un prossimo futuro soprintendente unico di tutto il centro storico, e non solo dell’archeologia, che guida dal 2015 – risponde così alle perplessità sollevate da Adriano La Regina, così come da molti altri esperti”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.