Si avvicina il 2016, e si avvicina il primo festival musicale a Salisburgo. Ecco cosa proporrà a fine gennaio la Settimana mozartiana: al barocco al romanticismo, fino alla modernità

A Salisburgo – lo abbiamo già sottolineato alcuni mesi fa – i festival musicali si susseguono per tutto l’anno, ed in aggiunta la stagione “lirica ordinaria” del Landestheaater (il Teatro del Land, una bella struttura di circa mille posti) presenta 18 titoli (più della Scala) con una compagnia stabile, e c’è una ricca stagioni di […]

Festival di Salisburgo
Festival di Salisburgo

A Salisburgo – lo abbiamo già sottolineato alcuni mesi fa – i festival musicali si susseguono per tutto l’anno, ed in aggiunta la stagione “lirica ordinaria” del Landestheaater (il Teatro del Land, una bella struttura di circa mille posti) presenta 18 titoli (più della Scala) con una compagnia stabile, e c’è una ricca stagioni di concerti al Mozarteum e nell’Aula Magna dell’Università. In ordine di tempo, il primo festival dell’anno è la Settimana mozartiana, dal 22 al 31 gennaio (Mozart morì il 27 gennaio, la stessa data in cui diversi decenni più tardi si spense Giuseppe Verdi). Il festival mette in scena un’opera od uno spettacolo di teatro in musica e numerosi concerti. Spiluccando tra le rarità, quest’anno lo spettacolo teatrale sarà una vera chicca. Nella stessa serata, si vedranno ed ascolteranno tre versioni di Acis and Galatea, capolavoro di George Frideric Handel del 1718, l’adattamento del lavoro fatto da Mozart nel 1788 ed il riadattamento ad opera di Felix Mendelssohn Bartholdy del 1828. Un libretto, e la stessa partitura di base, ma tre mondi differenti: dal barocco al romanticismo, utilizzando come ponte Mozart.
Tra i concerti (due o tre al giorno) spiccano la Sinfonia Concertante di Mozart e la monumentale seconda sinfonia di Mendelssohn Bartholdy, nonché il Lobgesang, per solisti, coro ed orchestra, eseguito su strumenti d’epoca. Inoltre, il festival aggiunge un tocco di modernità con varie composizioni di Henri Dutilleux (morto nel 2013 dopo una lunga vita che ha attraversato tutto il Novecento), che abbraccia quindi una vasta gamma di stili. Dal barocco al romanticismo, quindi, fino alla modernità. Tra gli interpreti Sir András Schiff, Mitsuko Uchida, Radu Lupu, Katia e Marielle Labèque, Fazil Say, Alexander Melnikov, l’Hagen Quartet, Quatuor Ebène e Les Vents Français, nonché Nicolas Altstaedt ed il suo ensemble.

Giuseppe Pennisi

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Giuseppe Pennisi
Ho cumulato 18 anni di età pensionabile con la Banca Mondiale e 45 con la pubblica amministrazione italiana (dove è stato direttore generale in due ministeri). Quindi, lo hanno sbattuto a riposo forzato. Ha insegnato dieci anni alla Johns Hopkins University e quindici alla Scuola superiore della pubblica amministrazione; per periodi più brevi a Salerno e a Palermo. Ha scritto una dozzina di testi di economia, pubblicati in Italia, Gran Bretagna, Svizzera e Germania, ed è editorialista economico di un paio di quotidiani. Da quando aveva l'età di 12 anni la sua passione è l'opera lirica (specialmente del Novecento e meglio ancora se contemporanea coniugata con electroacustic e live electronics). Ha contagiato la moglie e in parte i figli. Vaga, quindi, da teatro a teatro. Con un calepino a righe e una matita rossa. Il riposo forzato è in una barcaccia.