Sarà Cristian Chironi a realizzare il Vecchione d’artista 2015. A Bologna ancora un falò di Capodanno con l’arte contemporanea

Ormai una tradizione decennale quella che lega le celebrazioni del nuovo anno nel capoluogo emiliano e l’arte contemporanea, con la creazione del Vecchione, fantoccio destinato al rogo del 31 dicembre in una sorta di cerimonia propiziatoria. Così dopo nomi come Sissi, Cuoghi Corsello, Ericailcane e Andreco è arrivato il turno dell’artista di origini sarde Cristian […]

Ormai una tradizione decennale quella che lega le celebrazioni del nuovo anno nel capoluogo emiliano e l’arte contemporanea, con la creazione del Vecchione, fantoccio destinato al rogo del 31 dicembre in una sorta di cerimonia propiziatoria. Così dopo nomi come Sissi, Cuoghi Corsello, Ericailcane e Andreco è arrivato il turno dell’artista di origini sarde Cristian Chironi (Nuoro 1974), da tempo residente e attivo in città. Protagonista durante la passata edizione di Arte Fiera del progetto My house is a Le Corbusier tuttora in corso, Chironi ha presentato la sua Donkeys Tower, chiaro rimando alla celebre Torre degli Asinelli, che verrà bruciata allo scoccare del nuovo anno.
L’opera si presenterà come un “ritaglio in negativo, un’immagine di circa 10 metri d’altezza, con il solo contorno del soggetto”. Operazione in linea con altre serie di lavori in cui l’artista ha utilizzato la pratica del taglio su carta come nuova generazione di senso (Cutter) focalizzata sui significati negativi solitamente attribuiti alla cocciutaggine dell’animale di collodiana memoria. La serata del 31 dicembre caratterizzata dal marchio Dallalto prevede anche un Dj set dalle finestre del palazzo comunale firmato da Carl Barât, frontman insieme a Pete Doherty di The Libertines. Arte e musica per un evento che dichiara ancora una volta l’apertura al contemporaneo che ha caratterizzato la città negli ultimi anni.

Claudio Musso

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Claudio Musso
Critico d'arte e curatore indipendente, la sua attività di ricerca pone particolare attenzione al rapporto tra arte visiva, linguaggio e comunicazione, all'arte urbana e alle nuove tecnologie nel panorama artistico. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologia e Storia dell’arte presso l'Università di Bologna, ateneo dove aveva precedentemente conseguito la laurea triennale e specialistica. Attualmente è docente di Fenomenologia delle arti contemporanee e di Teoria della percezione e psicologia della forma presso l’Accademia G. Carrara di Belle Arti di Bergamo dove ricopre il ruolo di Coordinatore del corso di Pittura, insegna inoltre Linguaggio della visione presso Spazio Labo’ a Bologna. Tra il 2007 e il 2011 ha collaborato con il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna per la ricerca scientifica e per l'organizzazione di conferenze e incontri. Ha partecipato in qualità di curatore e di membro di giuria a festival internazionali (LPM - Live Performers Meeting, Roma – Minsk; roBOt - Digital Paths into Music and Arts, Bologna) ed è stato invitato come relatore a convegni e conferenze in Italia e all’estero (tra le altre AVANCA | CINEMA International Conference Cinema, Art, Technology - Cineclub Avanca, Portogallo; VIII MAGIS – International Film Studies Spring School - Università di Udine, Gorizia; Artscapes - An Interdisciplinary Conference on Art and Urban Scapes - University of Kent, Canterbury). Dal 2004 al 2011 è stato collaboratore di Exibart.com e Exibart.onpaper, dove dal 2008 dirigeva la rubrica visualia. Prende parte al network Digicult e collabora con il magazine di cultura digitale Digimag. Scrive regolarmente per Artribune. Ha pubblicato numerosi articoli, testi critici e saggi, il più recente si intitola Dalla strada al computer e viceversa (Libri Aparte, Bergamo 2017).