Artisti italiani e ungheresi assieme in una mostra a Budapest. Un invito al dialogo tra due dei paesi in prima linea nella crisi migranti. Oltre confini e malumori

La pressione non si allenta sui confini dei paesi europei in prima linea – non per scelta – nella crisi dei richiedenti asilo. E neanche i malumori reciproci dovuti alle diverse soluzioni con cui si sta affrontando l’emergenza. Nel Mediterraneo si fa il possibile per salvare i migranti dal mare che non perdona e contemporaneamente […]

L'Istituto Italiano di Cultura a Budapest

La pressione non si allenta sui confini dei paesi europei in prima linea – non per scelta – nella crisi dei richiedenti asilo. E neanche i malumori reciproci dovuti alle diverse soluzioni con cui si sta affrontando l’emergenza. Nel Mediterraneo si fa il possibile per salvare i migranti dal mare che non perdona e contemporaneamente ad est, lungo la rotta che, dalla Siria, attraversa i Balcani sino al cuore dell’UE, si innalzano barriere di filo spinato e disumanità: l’Europa non è mai stata così disunita.
Nella Budapest del blocco anti-quote, dall’8 ottobre una mostra internazionale unisce sul terreno dell’arte contemporanea Italia e Ungheria: un invito al dialogo e alla solidarietà, oltre le barriere, le paure, le distanze e le tensioni. Promossa dalla Farnesina assieme al Ludwig Museum di Budapest, all’Associazione cramum e alla Fondazione Giorgio Pardi,“OLTRE” (Beyond the foreground) accoglie 10 artisti italiani e 7 ungheresi di diverse generazioni nelle sale dello storico palazzo in cui ha sede l’Istituto Italiano di Cultura della città sul Danubio. Tra loro ci sono Szilárd Cseke, autore del Padiglione Ungheria alla Biennale di Venezia di quest’anno; Endre Tót, vincitore del premio Kossuth nel 2008; il fotografo di fama internazionale Zoltán Tombor; e poi ancora, Andi KaczibaDavid MerényiBeáta Székely e Kamilia Kard. Sul versante italiano, invece, figurano Eva SorensenAlberto di FabioElisabeth ScherffigDaniele SalvalaiHH LIMFranco MazzucchelliRaffale PennaPaolo PeroniFrancesca Piovesan ed Eracle Dartizio. L’inaugurazione della mostra all’Istituto Italiano di Cultura di Budapest, sarà anche occasione per presentare un libro d’artista in 300 copie di Emiliano Biondelli.
A cura di Sabino Maria Frassà, la mostra sarà trasferita in Italia nel 2016, grazie al Ludwig Museum di Budapest, al Museo Garda di Ivrea, al Museo Francesco Messina e all’Accademia di Ungheria a Roma. Una capsule exhibition sarà infine presentata a Milano, durante BookCity, nella Casa-Museo Boschi Di Stefano.

– Marta Pettinau
OLTRE (Beyond the foreground)
Dall’8 all’11 ottobre 2015
Opening 8 ottobre, ore 19.00
Istituto Italiano di Cultura
Bródy Sándor u. 8., Budapest

www.fondazionegiorgiopardi.it

 

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.