Dalle Marche a Sky Arte. Il Festival Pop Up prosegue in tv, con il segno permanente del californiano Zio Ziegler in una cava abbandonata di Arcevia

Zio Ziegler eclettico, poliedrico, inarrestabile. Un fiume in piena di forme tracciate su ogni superficie urbana possibile. Una narrativa visiva che affonda le sue radici primordiali nell’uomo e nel suo essere, dove il mondo animale e la compenetrazione di figure zoomorfe crea un movimento unico dal forte impatto visivo. Il suo linguaggio artistico è inconfondibile. […]

Zio Ziegler eclettico, poliedrico, inarrestabile. Un fiume in piena di forme tracciate su ogni superficie urbana possibile. Una narrativa visiva che affonda le sue radici primordiali nell’uomo e nel suo essere, dove il mondo animale e la compenetrazione di figure zoomorfe crea un movimento unico dal forte impatto visivo. Il suo linguaggio artistico è inconfondibile. Il californiano Zio (questo il suo vero nome di battesimo) è giovanissimo (1988), ma il suo passaporto è pieno di timbri, ha lavorato con grandi aziende come Vans, Cinelli Bicycles, Facebook e GoPro, ha dipinto dappertutto: dalla sua America a Tokyo, passando per Londra e Milano.
Per arrivare fino a dipingere in una cava abbandonata ad Arcevia, in provincia di Ancona, grazie al Festival Pop Up che in questi giorni ha invaso e colorato le Marche con eventi, concerti, street art, laboratori e mostre. L’artista seguito dalla telecamere di Sky Arte ha contribuito a far accendere i riflettori in una cava abbandonata, attiva fino a qualche anno fa per l’estrazione di ghiaia: il silenzio di una realtà industriale dismessa si è spento. L’opera di Zio Ziegler ha modificato la visione della cava immersa in un paesaggio naturale: un segno tangibile di street art che si è insinuato tra la ruggine delle strutture e un muro di cemento, colpisce l’occhio, cambiando la percezione, la visione e la conformazione. Il segno dell’artista si sovrapporne prepotentemente su ciò che rimane di un sito industriale lasciato a se stesso.

Federica Mariani

www.popupfestival.it

 

 

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Federica Mariani
Classe 1982, Federica Mariani ha due lauree magistrali, una in storia delle arti e l’altra in economia delle arti conseguite presso l’Università Ca' Foscari di Venezia e ha collaborato per alcuni progetti con la Biennale di Venezia. Ha frequentato il Master Internazionale in Management dei Beni e delle Attività Culturali alla European School of Management di Parigi, sempre nella capitale francese ha lavorato per il centro d’arte digitale Le Cube e la Galleria Alberta Pane. Dal 2012 al 2019 ha lavorato per la Fondazione Marche Cultura come social media specialist. Si è occupata spesso di Street Art e ha collaborato con PopUp! Festival. Attualmente vive ad Anversa e lavora presso il Museum Hof van Busleyden di Mechelen. È giornalista dal 2006, scrive articoli sul mondo dell’arte contemporanea e realizza interviste a livello internazionale.