“Se non li restituite a noi, non potete prestarli a nessun altro”. Greci incazzati con gli inglesi che mandano in Russia una scultura proveniente dal Partenone: voi come la pensate?

Si infiamma la polemica sul prestito, da parte del British Museum, della statua del Dio Ilissos, uno dei celebri marmi Elgin, all’Hermitage di San Pietroburgo, dove sarà esposta fino al 18 gennaio in occasione delle celebrazioni dei 250 anni del museo russo. La vicenda infatti riapre un contenzioso antichissimo, che coinvolge spesso anche l’Italia: quello […]

La statua del Dio Ilissos, al centro della polemica

Si infiamma la polemica sul prestito, da parte del British Museum, della statua del Dio Ilissos, uno dei celebri marmi Elgin, all’Hermitage di San Pietroburgo, dove sarà esposta fino al 18 gennaio in occasione delle celebrazioni dei 250 anni del museo russo. La vicenda infatti riapre un contenzioso antichissimo, che coinvolge spesso anche l’Italia: quello sulle restituzioni, ovvero sul rientro in patria di opere d’arte asportate in condizioni particolari, spesso in seguito a guerre o a campagne militari, o anche di studio. Qui la situazione è però un po’ diversa: i marmi di Elgin, o “marmi del Partenone“, prendono appunto il nome dal diplomatico Lord Thomas Bruce, VII conte di Elgin, che li vendette nel 1816 allo Stato dopo averli portati in Inghilterra, dove sono notoriamente esposti al British.
La notizia ha dato il via a una ridda di prese di posizione, spesso contrastanti. “È una provocazione fatta a tutto il popolo greco”, ha dichiarato senza mezzi termini il primo ministro greco Antonis Samaras. Neil MacGregor, direttore del British Museum, con l’abituale self control inglese ha replicato che “il British Museum è un museo del mondo e pensato per il mondo, e nulla lo dimostra più che il prestito di una scultura del Partenone all’Hermitage. Le due istituzioni sono quasi gemelle, sono i primi grandi musei dell’Illuminismo europeo“. Ma le posizioni sono diverse: c’è chi reagisce chiedendo “come osa la Grecia pretendere una superiorità morale sulla custodia dei marmi, dopo che ha ridotto l’Acropoli, il più famoso sito archeologico nel mondo occidentale, a un pasticcio polveroso?”. Voi come la pensate?

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.