Tutte le novità di Artissima: presentata a Milano la ventunesima edizione della fiera, che inaugura una sezione dedicata alla performance e sposa Maurizio Cattelan

L’obiettivo più difficile da centrare non sarà quello di migliorare la quantità – e chiaramente la qualità – dei visitatori, né quello di alzare ulteriormente gli standard delle opere proposte in fiera. Ma quello di ribadire la propria identità, provando ad arginare il battage mediatico che è facile pensare si concentrerà sulla figura più dirompente, […]

Sarah Cosulich Canarutto presenta la ventunesima edizione di Artissima
Sarah Cosulich Canarutto presenta la ventunesima edizione di Artissima

L’obiettivo più difficile da centrare non sarà quello di migliorare la quantità – e chiaramente la qualità – dei visitatori, né quello di alzare ulteriormente gli standard delle opere proposte in fiera. Ma quello di ribadire la propria identità, provando ad arginare il battage mediatico che è facile pensare si concentrerà sulla figura più dirompente, chiassosa ed esagerata tra quelle che bazzicheranno Torino nei giorni caldi della fiera. La ventunesima edizione di Artissima, presentata all’UniCredit Tower di Milano e poi a Torino, dovrà mettere in campo tutte le proprie forze per non essere quest’anno la fiera di Maurizio Cattelan. È lui la guest star dell’appuntamento torinese, lui il titolare – insieme a Myriam Ben Salah e Marta Papini – della mostra clou del programma di One Torino, ormai consueto cartello di show di qualità che invita il pubblico della fiera nei più importanti spazi espositivi della città. Della sua Shit and die, ricognizione caleidoscopica nelle più svariate collezioni della città ricondotta nelle sale di Palazzo Cavour, si sa ancora poco se non pochissimo; di Artissima si svela invece giustamente tutto, a partire dai numeri: 195 gallerie, due terzi delle quali provenienti da trentatre diverse nazioni del mondo.

Le gallerie ad Artissima danno il meglio” commenta Sarah Cosulich Canarutto, per il terzo anno alla guida della fiera, nel confermare la volontà di concentrarsi sulla qualità delle proposte. Non a caso allora salgono da due a tre le sezioni “curate” della fiera, con il neonato focus sulla performance, il Per4m coordinato da Simone Menegoi, che si unisce a Back to the Future e Present Future. “Perchè non dare una chance commerciale alla performance?” continua Cosulich nel presentare un programma di sedici azioni che spaziano dai “tableaux vivant di Marcello Maloberti al surreale monologo di Tom Johnson”, arrivando a Leah Capaldi, Shaun Gladwell, Louise Hervé con Chloé Maillet, Tobias Kaspar, Giovanni Morbin, Italo Zuffi, Nico Vascellari, Viola Yesiltac, Cally Spooner, Helena Hladilovà, Kate Steciw con Rachel De Joode, Prinz Gholam. 
Alla performance migliore il Prix K-Way: salgono allora a cinque i premi assegnati in fiera, con la nuova istituzione del riconoscimento intitolato a Ettore Sardi, assegnato alla proposta più convincente della sezione Back to the Future.

– Francesco Sala

 

 

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.