Christie’s svela i risultati del primo semestre del 2026: crescita nelle vendite del 71%
Risultati robusti e vendite muscolari hanno determinato il successo della casa d'aste inglese nel primo semestre 2026. Ecco tutti i record registrati
“Il miglior primo semestre degli ultimi cinque anni”, un tono trionfalistico che accompagna i brindisi di casa Christie’s a seguito della comunicazione dei risultati raggiunti nella prima parte dell’anno in corso. La ceo Bonnie Brennan, entrata in carica lo scorso anno al posto di Guillaume Cerutti, festeggia la crescita della maison di King Street con un sonoro 71% in più di vendite rispetto al 2025 e un totale complessivo pari a tre miliardi e mezzo di dollari raggiunto dai risultati d’asta e un tasso di vendita del 91%. Inoltre, a rimpolpare questa cifra, il plus pari a un miliardo di dollari che è arrivato dalle private sales, facendo così lievitare il totale complessivo a 4 miliardi e mezzo di dollari di vendite.

I record del primo semestre 2026 di Christie’s
Nell’analisi di questi dati risulta che Christie’s vanta anche i tre lotti più cari aggiudicati sul mercato secondario del semestre ovvero: Jackson Pollock, Number 7° 1948 venduto per $181.2 milioni; Constantin Brancusi, Danaïde passato di mano per $107.6 milioni e Mark Rothko No. 15 (Two Greens and Red Stripe) venduto per $98.4 milioni. E non finisce qui perché The Collection of S.I. Newhouse dispersa lo scorso maggio a New York ha realizzato la cifra record di $630.8 milioni.
La rivalutazione del valore dei lotti ha mostrato più incrementi su stime comprese fra i 20.000 e i 100.000 dollari, forchetta di valore dove il rapporto tra prezzo di aggiudicazione e stima minima ha toccato il 148%, sostanzialmente un buon 21% rispetto al 2025.

L’entrata dei nuovi collezionisti confermano la crescita delle vendite della casa d’aste
Scendendo un po’ più nel dettaglio, saltano all’occhio alcune percentuali, in primis: + 47% di nuovi collezionisti appartenenti a Gen Z e Millennials, così come un + 60% che arriva dal comparto Asian & World Art, a riprova del momentum favorevole per l’arte indiana e più in generale dell’Asia del Sud, sebbene l’incremento più significativo sia quello degli Old Master che si assesta con un sonoro +232%. Del resto l’asta dello scorso luglio a Londra è stata la dimostrazione di come un mercato, apparentemente silente, sia eruttato clamorosamente con risultati più che soddisfacenti.
La leva maggiore nelle vendite è stata la dispersione delle collezioni private museali come la Newhouse cosi come quella di Agnes Gund che ha ingolosito i patrimoni UHNWI nell’alzare l’asticella delle offerte e portare le vendite a cifre a tanti zeri.
Le prospettive per il secondo semestre del 2026
Il primo semestre, dunque, si è chiuso con risultati forti, frutto di un mercato in cui il traino maggiore è arrivato da vendite di lotti dalla qualità eccelsa e dalla provenienza prestigiosa. Le prospettive per il secondo atto del 2026 sono al momento abbastanza incerte da un punto di vista geopolitico, ma il mercato dell’arte secondario pare tener bene gli scossoni globali. La strategia sarà quella di continuare su questa linea per affrontare il secondo semestre del 2026, ma se ne riparlerà a settembre quando si riaprirà la stagione degli incanti con gli appuntamenti già fissati in calendario per il prossimo ottobre.
Antonio Mirabelli
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