Com’è andato il primo semestre 2026 per la casa d’aste Il Ponte? Tutti i numeri

Risultati e fatturato consolidati hanno caratterizzato la prima parte dell’anno per la casa d’aste di stanza a Milano, che lavora sempre di più sulla responsabilità dei mediatori di mercato per la valorizzazione dei beni artistici

La casa d’aste Il Ponte chiude il primo semestre 2026 all’insegna della stabilità, con un fatturato totale registrato di €18,1 milioni, senza strappi rispetto allo stesso periodo del 2025, con l’84% dei lotti venduti e l’83% di venduto per valore, attraverso 78 aste nelle due sedi milanesi di Palazzo Crivelli e Via Medici del Vascello, e oltre 11mila lotti passati, da gennaio a fine giugno, sotto il martello della casa, che è ormai solidamente parte del francese Millon Auction Group.

Leonor Fini, Portrait d'Italo Svevo, 1928. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste
Leonor Fini, Portrait d’Italo Svevo, 1928. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste

Un primo semestre di stabilità per Il Ponte nel 2026

A guidare in questo avvio di 2026, dal punto di vista delle tipologie di lotti e collezionabili offerti da Il Ponte Casa d’Aste, è stato il comparto dei gioielli, che ha registrato un totale di €4,92 milioni, tallonato dal Dipartimento di Arte moderna e contemporanea a quota €4,91 milioni, a cui seguono poi i segmenti di arte antica a € 2,7 milioni, libri e manoscritti a €1,5 milioni e arti decorative del ‘900 e design, poco oltre €1 milione.

“Responsabilità e credibilità sono da sempre i principi fondanti su cui Il Ponte ha costruito la sua storia e su cui poggia la propria presenza europea attraverso il Gruppo Millon”, ha commentato Rossella Novarini, Direttrice generale de Il Ponte, che continua: “valori che, da oltre cinquant’anni, hanno guidato la nostra crescita sul mercato nazionale, su cui abbiamo costruito la nostra reputazione e che rendono possibile ogni nuova fase di sviluppo. L’obiettivo è sempre e solo quello di meritare e accrescere la fiducia dei clienti (venditori e acquirenti); una fiducia che ci sta portando ad avere un ruolo di rilievo come intermediari nella valorizzazione del patrimonio artistico nel mondo”.

Il manoscritto ritrovato della principessa Ippolita Maria Sforza. TITO LIVIO. (59 a.C - 17 d.C.) - AB URBE CONDITA. PRIMA DECADE. Manoscritto miniato su pergamena, metà del XV secolo. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste
Il manoscritto ritrovato della principessa Ippolita Maria Sforza. TITO LIVIO. (59 a.C – 17 d.C.) – AB URBE CONDITA. PRIMA DECADE. Manoscritto miniato su pergamena, metà del XV secolo. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste

I migliori risultati de Il Ponte per l’inizio del 2026 e il rapporto con le istituzioni

A darne riprova ci sono anche le migliori aggiudicazioni del 1° semestre 2026, che testimoniano un alto grado di coinvolgimento della casa d’aste nelle traiettorie che incrociano la ricerca storico-artistica e gli interlocutori istituzionali. A cominciare dal top lot assoluto del periodo, il volume Ad urbe condita di Tito Livio della metà del IV secolo, già appartenuto alla Principessa Ippolita Maria Sforza e venduto per €537.600 all’asta di Libri e Manoscritti di febbraio 2026. Una vendita che ha segnato un nuovo record di fatturato per singola sessione del Dipartimento, e che ha messo in luce la capacità della casa di gestire con successo, trasparenza e tracciabilità beni dichiarati di interesse storico-artistico.

I top lot di Josef Albers e Leonor Fini sono le migliori aggiudicazioni artistiche de Il Ponte Una sinergia virtuosa tra collezionismo privato, intermediazione e interlocutori istituzionali ha orientato anche il successo di un altro dei top lot del primo semestre, il dipinto di Leonor Fini che ritrae Italo Svevo, datato 1928, e passato di mano all’asta di Arte moderna e contemporanea di maggio 2026, a quota € 358.400 – ben oltre le stime preasta di €15.000-25.000 – e conquistato dalla Fondazione CRTrieste, nel nome del minimo comun denominatore mitteleuropeo che legava Fini e Svevo, come triestina era anche la collezione da cui l’opera arrivava.
Più su è poi arrivato, nella stessa sessione, il secondo miglior risultato del I semestre 2026 per Il Ponte: Study for Homage to the Square: Full Tenor di Josef Albers, del 1959, che ha trovato un nuovo proprietario per €384.000.
E intanto, passata la breve pausa delle attività in agosto, la casa d’aste Il Ponte è già pronta al lavoro sul calendario della ripresa autunnale, con una integrazione sempre più intensa con gli esperti francesi di Millon e nuove sessioni e nuove sfide per gli incanti.

Cristina Masturzo

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Cristina Masturzo

Cristina Masturzo

Cristina Masturzo è storica e critica d’arte, esperta di mercato dell’arte contemporanea, art writer e docente. Dal 2017 insegna "Economia e Mercato dell'Arte" e "Comunicazione e Valorizzazione delle Collezioni" al Master Accademico in Contemporary Art Markets di NABA, Nuova Accademia…

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