Mediterraneo contemporaneo: video-interviste a Francesco Bonami e Adrian Paci dall’opening della mostra che BNL porta, dopo Roma, alla Triennale di Milano

Diversi per lingua, religione, cultura, letteratura. Ma irresistibilmente uniti quando si guarda alla chimica di base, al linguaggio istintivo di una arcaica semplicità che assimila sapori, colori, suoni. Sono i popoli del Mediterraneo raccontati con ammirevole tempismo da BNL, che dopo la prima al Maxxi porta negli spazi della Triennale The Sea Is My Land, […]

Diversi per lingua, religione, cultura, letteratura. Ma irresistibilmente uniti quando si guarda alla chimica di base, al linguaggio istintivo di una arcaica semplicità che assimila sapori, colori, suoni. Sono i popoli del Mediterraneo raccontati con ammirevole tempismo da BNL, che dopo la prima al Maxxi porta negli spazi della Triennale The Sea Is My Land, mostra che nel 2013 aveva festeggiato il primo centenario dell’istituto di credito. E che oggi diventa evento nomade, approdato con i lavori di ventitré artisti dell’area (da Yuri Ancarani all’israeliano Dor Guez, dall’egiziano Moataz Nasr al turco Arslan Sukan) in quel di Milano, prima di prendere il largo e attraccare in un prossimo futuro in altri Paesi che si affacciano sul mare nostrum.

Nella fotogallery le immagini dell’opening, nel video le interviste ad alcuni tra i protagonisti della mostra. Partendo dagli artisti, naturalmente: Adrian Paci, per un confronto tra le ondate migratorie partite dai Balcani nei primi Anni Novanta e quelle che oggi vedono le attenzioni spostarsi verso il Nord Africa; e Irena Lagator Pejović, che offre del suo Montenegro l’immagine di Paese energico, vitale, difficile ma felice terra di confine dove misurare l’incontro tra diverse civiltà. E poi Francesco Bonami, tra i curatori della mostra; e Fabio Gallia, amministratore delegato BNL.

– Francesco Sala

 

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