Il senso di Robert Gligorov per l’editoria. Nasce Hystery, opera d’arte in forma di rivista, contenitore di immagini e riflessioni. Con una distribuzione internazionale

Hystery, una rivista o un’opera d’arte? La risposta è facile ma anche spiazzante, trattandosi di una rivista con all’interno opere d’arte tutte inedite. Robert Gligorov, ideatore del format, ha sempre scelto la strada di una provocazione non fine a se stessa, con la consapevolezza di chi conosce il potere della comunicazione e della creatività; un […]

Hystery - cover

Hystery, una rivista o un’opera d’arte? La risposta è facile ma anche spiazzante, trattandosi di una rivista con all’interno opere d’arte tutte inedite. Robert Gligorov, ideatore del format, ha sempre scelto la strada di una provocazione non fine a se stessa, con la consapevolezza di chi conosce il potere della comunicazione e della creatività; un artista che ha ben chiaro quanto l’informazione e l’arte, se utilizzate con sagacia, spingano alla riflessione e smuovano i cervelli assopiti.
Come lo definisce lo stesso Gligorov, Hystery è un vero e proprio magazine. Ma è anche un’operazione artistica che pone nuove problematiche e nuove sfide. Nel primo numero, tutte le opere (circa sessanta lavori inediti), sono state realizzate dall’artista di origini macedoni e ad alcune immagini sono abbinati suoi pensieri e riflessioni.
Gligorov ha scelto la parola “hystery” – di fatto un neologismo – perché è un insieme di più parole: storia (hystory), hyster (che sta per utero) e ysteria (isteria). Sullo sfondo l’immagine di un’era “isterizzata”, in cui l’urlo lanciato diventa non un monito, ma una scossa costruttiva.

Hystery
Hystery

Dopo aver disegnato di persona il catalogo della sua retrospettiva spoletina dal titolo Transfiguration, Gligorov ha riflettuto sul suo lavoro degli ultimi quindici anni. La rivista è diventata così un passaggio obbligato, essendo un mezzo più propenso alla sperimentazione. L’idea è quella di coinvolgere professionisti o studenti di accademie per collaborare ai prossimi numeri, partendo dal presupposto che la costruzione di un film, di un disco, di un giornale, siano sempre e comunque operazioni collettive. E il team, a differenza dell’autore singolo, mette in gioco un maggior senso critico.
Il rock non fa più cultura. La musica aggrega ma non ha più il potere di far sognare. L’arte è un media in crescita, arriva a tutti ed è uno dei pochi baluardi di libertà di espressione in circolazione. Tolto l’ambiente radical chic, che usa l’arte come “l’ora d’aria culturale”, il mondo di giovani che preme ha l’ energia per imporre il proprio talento e la voglia di novità“. Parole di Gligorov, che esprimono perfettamente lo spirito, il senso e la finalità di questo nuovo progetto. Hystery, scritto in inglese e presentato nel corso dell’ultima MIA Art Fair), sarà distribuito in una decina di Paesi nel mondo, con un planning editoriale di tre numeri l’anno.

– Alberto Mattia Martini

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Alberto Mattia Martini
Alberto Mattia Martini, critico d'arte e curatore ha al suo attivo numerose ed importanti mostre organizzate sia in spazi pubblici, che in gallerie private. Attualmente insegna Storia dell'arte, del costume e dei linguaggi artistici e Metodologia per la movimentazione delle opere d'arte, presso l'Accademia di Belle Arti Acme di Milano. Ha rivestito il ruolo di Direttore dell'Accademia di Belle Arti di Rovereto e di Direttore Artistico presso la Lbera Accademia di Belle Arti di Brescia, dove ha insegnato anche Storia dell'Arte Contemporanea e Moderna. Giornalista inscritto all'albo nazionale, ha collaborato e collabora con numerose testate tra cui tra cui: Flash Art, D’Ars, Artein Espoarte e Artribune.com. É inoltre inscritto all'Albo dei Consulenti Tecnici d'Ufficio del Tribunale di Parma. Ha collaborato per diversi anni, fino alla sua morte con Pierre Restany, noto critico internazionale nonché fondatore del movimento artistico del Nouveau Réalisme.