Eugenio Viola curerà il Padiglione dell’Estonia alla Biennale Arte di Venezia 2015. Come ha fatto? Ha vinto un concorso internazionale

Sarà il trentaduenne Jaanus Samma – già vincitore lo scorso anno del Köler Prize – l’artista che rappresenterà la decima edizione dell’Estonian Pavilion alla 56ma Biennale di Venezia, in programma per il 2015. Ma la notizia coinvolge anche direttamente l’Italia: il padiglione sarà infatti allestito con un progetto speciale curato da Eugenio Viola. Delle undici […]

Jaanus Samma

Sarà il trentaduenne Jaanus Samma – già vincitore lo scorso anno del Köler Prize – l’artista che rappresenterà la decima edizione dell’Estonian Pavilion alla 56ma Biennale di Venezia, in programma per il 2015. Ma la notizia coinvolge anche direttamente l’Italia: il padiglione sarà infatti allestito con un progetto speciale curato da Eugenio Viola. Delle undici proposte presentate all’apposito concorso, la commissione – formata da Alfredo Cramerotti, Rael Artel, Sirje Helme, Andres Kurg, Kaido Ole, Andres Kask e Maria Kristiina Soomre – ha infatti scelto NSFW: From the Abyss of History (NSFW: dagli Abissi della Storia), “un’installazione che si pone all’incrocio tra diversi media, in cui la dimensione estetica integra la drammaturgica” per recuperare “la storia personale di un uomo, vissuto in Estonia durante l’era sovietica” e “restituire una prospettiva nuova sugli eventi del recente passato estone”.
A convincere la commissione è stato anche il rapporto maturato dal curatore con la scena artistica estone, avendo Viola curato, con Reet Verblane, la mostra di Orlan alla Kunsthalle di Tallinn (2008) e, con Anders Härm, la mostra di Mark Raidpere all’EKKM (Contemporary Art Museum Estonia) nel 2013. Così, dopo l’elegante ed esclusivo lavoro (Evident in Advance) di Dénes Farkas a Palazzo Malipiero (2013), il padiglione del 2015 prospetta un disegno altrettanto entusiasmante, teso a sollevare “questioni inerenti il potere, la violenza, la persecuzione e l’impotenza degli individui sottoposti a regimi politici intransigenti che limitano i diritti umani”.

Antonello Tolve

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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.