Il collettivo EAD in azione a Padova. L’amministrazione comunale sceglie la street art per reinventare quattro grigi palazzoni popolari

Sono Joys, Made, Yama, Axe, Orion, Zagor, ovvero EAD (acronimo di Escuela Antigua Disciples), storica crew padovana di street art, attiva dal 1991 sulla piazza internazionale, con interventi urbani, convention di graffiti, mostre in gallerie, commissioni pubbliche da parte di istituzioni italiane ed estere. Parte adesso, per loro, un nuovo progetto dal titolo AHEAD, formulato […]

EAD

Sono Joys, Made, Yama, Axe, Orion, Zagor, ovvero EAD (acronimo di Escuela Antigua Disciples), storica crew padovana di street art, attiva dal 1991 sulla piazza internazionale, con interventi urbani, convention di graffiti, mostre in gallerie, commissioni pubbliche da parte di istituzioni italiane ed estere.
Parte adesso, per loro, un nuovo progetto dal titolo AHEAD, formulato nell’ambito di un programma di riqualificazione ambientale voluto dall’Assessore al verde e all’arredo urbano del Comune di Padova, Andrea Micalizzi. E sarà proprio la street art a funzionare come strumento per la valorizzazione, il restyling e la riprogettazione creativa di alcuni scorci cittadini: quattro edifici, dislocati in tre zone diverse – i complessi Ater di Via Fratelli Carraro, Via Stella e Via Pizzamano – tra il 12 e il 30 aprile saranno oggetto di una writing action affidata ai sei elementi della crew, nel tentativo di spazzare via la mesta patina di grigio che connota la tipica edilizia popolare delle periferie e di certe zone d’espansione urbana. “Le nostre opere interverranno in maniera specifica”, spiegano gli artisti di EAD, “adattandosi alla conformazione architettonica dell’edificio”. Interventi dal forte impatto visivo, pensati per coinvolgere, stupire, accompagnare i residenti, nel tempo della quotidianità e nello spazio della banalità metropolitana. “Interventi”, aggiungono, “che avverranno attraverso diverse e complesse fasi di realizzazione, prevalentemente nei weekend, così da dare anche ai cittadini la possibilità di assistere alla loro evoluzione”.

– Helga Marsala

Iscriviti a Incanti. Il settimanale di Artribune sul mercato dell'arte

 
 
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critica d’arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Palermo e di Roma (dove è stata anche responsabile dell’ufficio comunicazione). Collaboratrice da vent’anni anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo, fino al 2010, come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la testata culturale Artribune, dove ancora oggi lavora come editorialista, collaborando col team di direzione e operando come curatrice e project manager nel nuovo comparto aziendale Artribune Produzioni. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica, politica, costume, comunicazione, attualità e linguaggi creativi contemporanei. Presso Riso Museo d’Arte contemporanea della Sicilia è stata curatrice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti, prevalentemente presso spazi pubblici italiani, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. È stata membro di commissioni e giurie per premi/residenze d’ambito nazionale, riservati ad artisti. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.