Nuova serie per aleXsandro Palombo. Biancaneve tumefatta come Nan Goldin? Fred Flintstones un po’ troppo disinvolto con la sua clava? Non è un cartoon dell’orrore, ma una campagna sociale in sostengo delle donne…

Violenze sulle donne, parità di genere, condizione femminile. Da mesi in Italia argomenti di fuoco. Che se vedono tutti concordi sulle questioni di principio, spaccano in due le folle rispetto agli strumenti politici da adottare, dalle quote rose alla legge sul femminicidio. E mentre le polemiche arroventano talk, giornali, aule parlamentari e opinione pubblica, c’è […]

aleXsandro Palombo

Violenze sulle donne, parità di genere, condizione femminile. Da mesi in Italia argomenti di fuoco. Che se vedono tutti concordi sulle questioni di principio, spaccano in due le folle rispetto agli strumenti politici da adottare, dalle quote rose alla legge sul femminicidio. E mentre le polemiche arroventano talk, giornali, aule parlamentari e opinione pubblica, c’è chi prova a fare dell’ironia. Spingendo sul tasto del cortocircuito macabro.
Parliamo dell’impertinente aleXsandro Palombo, che ci ha abituati alle sue interpretazioni caricaturali e fumettistiche del mondo della moda, dell’arte, dello spettacolo. Lanciata in questi giorni una nuova serie a sfondo sociale, dedicata proprio al tema degli abusi sulle donne e dell’aggressività maschile. Figurine colorate e schiette, che mettono in scena  un raccapricciante coté sommerso di fiabe, comics, cartoon: dagli immancabili Merge e Omer Simpson, alla candida Biancaneve col suo fascinoso principe; dalla dolce cenerentola, anche lei col suo baldo cavaliere, alla sexy Wonder Woman con il collega Superman; dai preistorici Wilma e Fred dei Flintstones ai grassocci Peter e Lois Griffin, fino a mitici Braccio di Ferro con la sua filiforme Olivia. Belle coppie? Ma quando mai. Una galleria di occhi neri, rivoli di sangue, ematomi, dissimulati dietro sorrisini e abbracci di circostanza.
Ingenuità fiabesca profanata, tra cinismo e gusto noir: fastidiosa provocazione o efficace trovata? Il messaggio intanto c’è ed è chiaro: è proprio dietro l’idilliaca normalità di famiglie, coppie, persone insospettabili che si nasconde, spesso, l’orrore quotidiano. Il minimo indizio può essere già un’evidenza o una richiesta d’aiuto. E non c’è allure da principe che tenga.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critica d’arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Palermo e di Roma (dove è stata anche responsabile dell’ufficio comunicazione). Collaboratrice da vent’anni anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo, fino al 2010, come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la testata culturale Artribune, dove ancora oggi lavora come editorialista, collaborando col team di direzione e operando come curatrice e project manager nel nuovo comparto aziendale Artribune Produzioni. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica, politica, costume, comunicazione, attualità e linguaggi creativi contemporanei. Presso Riso Museo d’Arte contemporanea della Sicilia è stata curatrice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti, prevalentemente presso spazi pubblici italiani, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. È stata membro di commissioni e giurie per premi/residenze d’ambito nazionale, riservati ad artisti. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.