Diciannove manifesti per l’opening dell’ Opificio Arti Performative. Un nuovo spazio nella provincia di Napoli: il non profit che resiste, nonostante tutto

Una mostra che è come un “Manifesto”. Letteralmente. Nel senso che alla pareti ci sono solo manifesti grandi 150 x 300 cm, uno per ognuno dei diciannove artisti invitati. Tutti italiani, attivi in Italia e anche all’estero, invitati a misurarsi con questo format esatto, da reinventare in libertà. È il tema del progetto espositivo con […]

Manifesto, veduta della mostra - Opificio delle Arti Performarive

Una mostra che è come un “Manifesto”. Letteralmente. Nel senso che alla pareti ci sono solo manifesti grandi 150 x 300 cm, uno per ognuno dei diciannove artisti invitati. Tutti italiani, attivi in Italia e anche all’estero, invitati a misurarsi con questo format esatto, da reinventare in libertà. È il tema del progetto espositivo con cui si presenta Opificio Arti Performative, un nuovo spazio non profit con sede a Frattamaggiore, in provincia di Napoliricavato dentro un ex canapificio di 200 metri quadrati. A gestirlo è un team di artisti visivi, che per questo appuntamento inaugurale hanno scelto di raccontarsi con dei lavori diretti, immediati, quasi degli statement o degli autoritratti visivi, progettati e allestiti senza l’intervento di curatori.
L’Opificio punta a incentivare, dal contesto spesso difficile della provincia, un dibattito sull’attualità delle arti, da una prospettiva nazionale ed internazionale: iniziativa piccola ma con una grande spinta positiva, in opposizione alla stanchezza generale che il non profit, tra difficoltà economiche crescenti, sconta da almeno un paio d’anni. L’attenzione è rivolta al presente e al futuro delle periferie geografiche e culturali, nell’incrocio tra contesto globale e identità locali: un altro luogo di ricerca, attraverso cui cercare spunti per azioni e narrazioni nuove.

– Helga Marsala

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Manifesto
fino al al 10 marzo 2014
Opificio Arti Performative – via C. Pezzullo 20, Frattamaggiore (Napoli)
Artisti:
 Giuseppe Caccavale, Tiziana Calvano, Armando Della Vittoria, Maurizio Elettrico,  Matteo Fraterno, Piero Gatto, Sasà Giusto, Chieko Inayama, Salvatore Lendi, Saverio Lucariello, Pietro Montone, Vincenzo Rusciano, Enzo Palumbo, Ernesto Pavone, Rosa Persico, Antonello Scotti, Franco Silvestro, Stefania Zamparelli, Crescenzo Zito

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Helga Marsala
Helga Marsala è critica d’arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Palermo e di Roma (dove è stata anche responsabile dell’ufficio comunicazione). Collaboratrice da vent’anni anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo, fino al 2010, come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la testata culturale Artribune, dove ancora oggi lavora come editorialista, collaborando col team di direzione e operando come curatrice e project manager nel nuovo comparto aziendale Artribune Produzioni. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica, politica, costume, comunicazione, attualità e linguaggi creativi contemporanei. Presso Riso Museo d’Arte contemporanea della Sicilia è stata curatrice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti, prevalentemente presso spazi pubblici italiani, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. È stata membro di commissioni e giurie per premi/residenze d’ambito nazionale, riservati ad artisti. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.