Vittorio Sgarbi escluso dal concorso per la direzione del Pecci, annuncia ricorso al TAR. Con tanto di conferenza stampa a Prato. A poche ore dalla nomina ufficiale del vincitore

Vittorio Sgarbi furente. La sua esclusione dalla short list di candidati in corsa per la direzione del Centro Pecci di Prato è ormai acclarata. Molti l’avevano desunta dalle motivazioni diffuse in queste ore dalla commissione giudicante: il candidato ideale doveva aver già diretto un museo simile, dunque con vocazione al contemporaneo, e doveva garantire la sua […]

Vittorio Sgarbi
Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi furente. La sua esclusione dalla short list di candidati in corsa per la direzione del Centro Pecci di Prato è ormai acclarata. Molti l’avevano desunta dalle motivazioni diffuse in queste ore dalla commissione giudicante: il candidato ideale doveva aver già diretto un museo simile, dunque con vocazione al contemporaneo, e doveva garantire la sua presenza fissa sul territorio. Due elementi che, il primo di certo, di fatto escludevano Sgarbi. Esclusione che Artribune è in grado di confermare, avendo in proposito fonti riferibili direttamente al comitato scientifico del concorso.
Questa è l’ultima volta che vado a Prato”, si sfoga Sgarbi al telefono con Artribune, a pochi minuti dalla conferenza stampa organizzata, in fretta e furia, nella cittadina toscana. “Denuncerò la totale mancanza di regolarità nelle procedure di nomina del direttore. I tre commissari – Fabio Gori, Patrizia Asproni e Pierluigi Sacco, che giudico del tutto inesperti, hanno stabilito che io non sarei adeguato. Ma secondo lo statuto del centro le nomine avrebbe dovuto farle il consiglio direttivo, queste figure esterne non sono previste nel bando. Io sono stato scartato perché ho più titoli di tutti”: e parte l’elenco dei suoi tanti e vari incarichi istituzionali, inframezzato da aggettivi non propriamente concilianti nei confronti dei tre membri della commissione. “Sono io a non voler essere giudicato da chi non ha i titoli adeguati per farlo. Per altro, tra le loro motivazioni per la mia esclusione c’è la richiesta di presenza costante sul territorio: non si sa su quali basi, i tre sostengono che io non potrei garantirla. Una cosa è certa: farò ricorso al TAR…”. E chissà che il Vittorio furens non si metta davvero d’impegno per far saltare i giochi: un ricorso al TAR potrebbe senz’altro rallentare, e non di poco, l’iter per la nomina del direttore. Tutto questo a pochi mesi dall’opening ufficiale del nuovo museo…

– Helga Marsala

Iscriviti a Incanti. Il settimanale di Artribune sul mercato dell'arte

 
 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critica d’arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Palermo e di Roma (dove è stata anche responsabile dell’ufficio comunicazione). Collaboratrice da vent’anni anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo, fino al 2010, come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la testata culturale Artribune, dove ancora oggi lavora come editorialista, collaborando col team di direzione e operando come curatrice e project manager nel nuovo comparto aziendale Artribune Produzioni. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica, politica, costume, comunicazione, attualità e linguaggi creativi contemporanei. Presso Riso Museo d’Arte contemporanea della Sicilia è stata curatrice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti, prevalentemente presso spazi pubblici italiani, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. È stata membro di commissioni e giurie per premi/residenze d’ambito nazionale, riservati ad artisti. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.