Progettazione etica per un Design “eco”. Ce la faremo? Tematica attualissima e coinvolgente: se ne parla sul numero 12 di Artribune Magazine

“E se al posto del design fatto con materiali di scarto si pensasse a un design che di scarto non ne produce alcuno?”. Tema che ha da sempre accompagnato lo sviluppo dell’”industria” del prodotto, ma che è diventato ancor più centrale negli ultimi anni, al passo con l’affermarsi nella società della sensibilità “eco”. Ora a […]

Enzo Mari

E se al posto del design fatto con materiali di scarto si pensasse a un design che di scarto non ne produce alcuno?”. Tema che ha da sempre accompagnato lo sviluppo dell’”industria” del prodotto, ma che è diventato ancor più centrale negli ultimi anni, al passo con l’affermarsi nella società della sensibilità “eco”. Ora a prendere di petto l’ormai vasta tematica della progettazione etica ci pensa Artribune Magazine, che nel numero in via di ultimazione dedica la rubrica Design proprio a questo. Dall’esempio di Enzo Mari ai più recenti sviluppi dettati dalla stampa a controllo numerico.
Oltre alla scelta della materia prima, però, un buon designer deve affidarsi alla progettazione vera e propria come arma rivoluzionaria e ideare un oggetto che non produca scarto alcuno”, scrive Valia Barriello. Per poi chiedersi: il progettista oggi “è in grado di fare un passo in più e di avere una visione lungimirante che gli permetta di imprimere una svolta etica alla progettazione?”. Qualche risposta arriva, assieme all’avvio di un discorso che consenta di affrontare sistematicamente la delicata questione. Se vi interessa, basterà attendere l’uscita del magazine: e come sempre, se non vi capitasse l’occasione di ritirarlo gratuitamente in uno delle centinaia di punti di distribuzione in tutta Italia, con una piccola quota di rimborso spedizione vi arriverà per un anno a casa…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.