Land art in difesa dei diritti delle donne. Jorge Rodriguez-Gerada trasforma un’isolletta olandese in un volto femminile. Un progetto insieme alla fondazione Mama Cash

Mama Cash è una fondazione olandese, impegnata nella tutela e nella promozione dei diritti delle donne nel mondo. Sensibile alla causa, l’artista cubano-americano Jorge Rodriguez-Gerada ha messo a punto il suo ultimo intervento di land art, proprio a sostegno del lavoro di Mama Cash: un’opera ambientale, in terra d’Olanda, che servisse per sensibilizzare l’opinione pubblica […]

Jorge Rodriguez-Gerada, Vogelvrije Vrouwen, 2013

Mama Cash è una fondazione olandese, impegnata nella tutela e nella promozione dei diritti delle donne nel mondo. Sensibile alla causa, l’artista cubano-americano Jorge Rodriguez-Gerada ha messo a punto il suo ultimo intervento di land art, proprio a sostegno del lavoro di Mama Cash: un’opera ambientale, in terra d’Olanda, che servisse per sensibilizzare l’opinione pubblica e tenere vivo il dibattito, anche solo attraverso un’immagine, un esperimento creativo, semplice quanto radicale. Il luogo prescelto è Zeeburgereiland, un’isoletta triangolare a est di Amsterdam, grande più o meno quanto due campi di calcio e mezzo. Ed ecco la mutazione: utilizzando 5 chilometri di corda, 7 tonnellate di paglia, 5.300 metri cubi di terreno e 1.150 pali di legno, l’artista, insieme a una squadra di 80 volontari, ha “disegnato” sul suolo il volto di una donna, un’attivista per i diritti femminili: “L’uso di terreno fertile per creare quest’opera”, ha spiegato Gerada “diventa una metafora di ciò che può essere generato se la visione di queste donne viene rispettata, consentendo di portare avanti il cambiamento“. Un ritratto di proporzioni gigantesche, che l’occhio ricompone dall’alto, destinato a restare sull’isola per un anno intero. Straordinario lavoro di progettazione e di realizzazione, in simbiosi con il paesaggio.

Vogelvrije Vrouwen: Defend Women Who Defend Human Rights”: questo è il titolo, la cui prima parte, in lingua olandese, significa letteralmente “donna libera come un uccello”; l’aggettivo “Vogelvrije”, però, ha un’interessante doppia valenza, identificando anche colui che non riceve protezione dalla legge. Un’immagine di libertà e di leggerezza coincide così con un significato opposto: la questione è quella dei sistemi giuridici fallaci, dell’impunità istituzionale e di certe zone d’ombra – all’interno di regimi repressivi ma anche delle moderne democrazie – in cui si consuma un eccidio silenzioso della dignità e dell’eguaglianza. Emarginazione sociale, violenza, femminicidi, discriminazioni: là dove il sopruso persiste e la legge appare fragile, sorda, distratta, spesso inadeguata.

– Helga Marsala

www.mamacash.org

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Helga Marsala
Helga Marsala è critica d'arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è stata anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatorice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.