Come diventare un’opera d’arte? Basta una pallina. A Londra, due performer si trasformano in sculture viventi. Infiltrandosi da Saatchi e alla Tate Modern


Sculture viventi come Gilbert&George o One Minute Sculptures à la Erwin Wurm? O, ancora, infiltrati al museo come Banksy? Un misterioso duo di performer di cui conosciamo solo i nomi di battesimo – Doug e Mikael – ha realizzato qualche giorno fa un’operazione a metà tra l’azione artistica e la goliardata (il video si chiama […]

Sculture viventi come Gilbert&George o One Minute Sculptures à la Erwin Wurm? O, ancora, infiltrati al museo come Banksy? Un misterioso duo di performer di cui conosciamo solo i nomi di battesimo – Doug e Mikael – ha realizzato qualche giorno fa un’operazione a metà tra l’azione artistica e la goliardata (il video si chiama “gallery hijack”) intrufolandosi in due templi dell’arte londinese: la Tate Modern e la Saatchi Gallery. 
Per dimostrare (ce n’è ancora bisogno?) che è il contesto a legittimare l’opera d’arte, i due si sono posizionati, immobili e con una pallina da ping pong in bocca, accanto agli altri lavori, scatenando l’ovvia curiosità dei visitatori, che non hanno avuto nessuna difficoltà a identificarli come opere e li hanno osservati e fotografati con la stessa attenzione che si riserva a tutti i lavori conservati nelle sale di un museo. L’azione è andata avanti per una manciata di minuti, prima di essere, prevedibilmente, interrotta dalla sicurezza.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.