Museo Madre. Ecco come la commissione ha scelto Andrea Viliani direttore. Laura Cherubini ci racconta il lavoro degli otto commissari a Napoli

“La prima cosa che voglio dire è questa: questo concorso resterà nella memoria per lo scrupolo e la serietà con cui è stato condotto, ed è importante che questo accada in una realtà come quella di Napoli”. Il concorso del quale ci parla Laura Cherubini è quello i cui risultati erano più attesi in Italia, […]

Andrea Viliani

La prima cosa che voglio dire è questa: questo concorso resterà nella memoria per lo scrupolo e la serietà con cui è stato condotto, ed è importante che questo accada in una realtà come quella di Napoli”. Il concorso del quale ci parla Laura Cherubini è quello i cui risultati erano più attesi in Italia, in questo momento: quello per la direzione del Madre di Napoli, che ha visto prevalere – con il voto unanime di tutti i commissari – la candidatura di Andrea Viliani. “Cosa ha fatto pendere l’ago della bilancia su Viliani, rispetto a Susan Pfeffer, Ludovico Pratesi, Alberto Salvadori e Thomas Peutz (Artribune aveva, presagendo la nomina di Viliani, indovinato quasi tutto il quintetto qualche giorno fa), che erano gli altri chiamati per l’ultima selezione? La forte impronta curatoriale – rivela ancora la Cherubini -, alla quale la commissione dava molto peso e che nel suo progetto è emersa con più spicco rispetto agli altri. Siamo comunque stati concordi sull’ottimo livello di tutte le proposte. In ogni caso abbiamo rispettato alla lettera la procedura concorsuale, che assegnava punteggi ben precisi legati al curriculum, al progetto tratteggiato dai candidati ed al colloquio finale”.
A Napoli arriva dunque l’ex direttore della Galleria Civica di Trento, con esperienze presso il Mambo di Bologna e il Castello di Rivoli e quest’anno a Documenta Kassel, ultimamente transitato da una piccola delusione professionale dopo il buio calato sul progetto di integrazione del museo trentino nell’orbita del Mart. E comunque quasi per contrappasso a Napoli Viliani si troverà a gestire un’operazione non troppo dissimile: il progetto di confluenza della Fondazione Morra Greco, che molti già vedono in futuro come una sorta di “PS1 del Madre”. E si troverà ad affrontare una fattispecie nuova, come la presenza – per certi versi confortante, per altri forse “minacciosa” – di un comitato scientifico di primissimo ordine, che espletate le procedure del concorso, rimarrà in carica con un ruolo consultivo per la gestione del museo. Comitato, lo ricordiamo, composto da Andrea Bellini, Johanna Burton, Bice Curiger, Gianfranco Maraniello, Chus Martinez.
Il programma di Viliani verrà rivelato venerdì 11 dicembre nell’ambito di una conferenza stampa a Napoli. Per il trentanovenne curatore piemontese ora viene il ‘bello’: il lavoro al Madre sarà tutt’altro che agevole. E la prima sfida sarà quella di far tornare il museo nel cuore della città e dei napoletani.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.