Al via a Cagliari la prima edizione del Festival AntiMap. Laboratori, incontri, seminari, concerti, proiezioni e mostre, per ripensare lo spazio urbano

È un progetto dell’associazione per la ricerca artistica e scientifica Formati Sensibili, e l’obbiettivo è quello di ripensare lo spazio urbano della città attraverso mostre, laboratori, spettacoli ed esperienze sul tema. Parliamo del Festival AntiMap, la cui prima edizione si svolge a Cagliari tra i quartieri del centro storico di Stampace e Castello. Lo spazio, […]

È un progetto dell’associazione per la ricerca artistica e scientifica Formati Sensibili, e l’obbiettivo è quello di ripensare lo spazio urbano della città attraverso mostre, laboratori, spettacoli ed esperienze sul tema. Parliamo del Festival AntiMap, la cui prima edizione si svolge a Cagliari tra i quartieri del centro storico di Stampace e Castello.
Lo spazio, esplorato come luogo di esperimento e produzione, diventa il fulcro intorno al quale l’individuo ruota da protagonista con la necessità di “perdersi”. Dal momento che la perdita di riferimenti geografici e di appartenenza invoglia a tracciare nuovi confini e riscrivere mappe con la finalità di sovvertire il tessuto sociale. Partendo da queste riflessioni il Festival propone l’analisi di nuovi avamposti di sperimentazione di artisti, collettivi e scienziati che riflettono sui cambiamenti della società e le sue trasformazioni in ambito antropologico e socio-culturale. Tra gli ospiti, in video conferenza da New York Danilo Capasso e da Hong Kong Wallace Chang, oltre ad Alessandro Chessa, Lorenzo Tripodi, Riccardo Mantelli, Annalisa Pecoriello, Alessandro Toscano.
La rassegna è strutturata in due parti: la prima – dal 13 al 15 dicembre alla MEM (Mediateca del Mediterraneo) – dove si svilupperanno laboratori incentrati sull’indagine locale della città, mentre la seconda – dal 21 al 22 dicembre – avrà come sedi il Ghetto, il dipartimento di Architettura e il club Muzak, dove si svolgeranno incontri, un seminario, una conferenza-performance, concerti, proiezioni di film e una mostra di installazione e video di Alessandro Carboni dal titolo Overlapping Discrete Boundaries/Asia (Il Ghetto). Un progetto scaturito dopo un lavoro di ricerca in Asia durato cinque anni che indaga le trasformazioni urbane di territori sparsi nel globo terrestre. Un’analisi multidisciplinare tra arte e scienza che apre una riflessione sui cambiamenti della società e sulle mutazioni dello spazio urbano quotidiano. La mostra introduce la prossima tappa del progetto che si svilupperà in alcune città del Mediterraneo nel corso del 2013.
In occasione di questa prima edizione è stata progettata l’AntimApp, applicazione gratuita per smartphone e Android, per dare la possibilità anche ai cittadini di ripensare la città in modo creativo ma anche critico.

– Roberta Vanali

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Roberta Vanali
Roberta Vanali è critica e curatrice d’arte contemporanea. Ha studiato Lettere Moderne con indirizzo Artistico all’Università di Cagliari. Per undici anni è stata Redattrice Capo per la rivista Exibart e dalla sua fondazione collabora con Artribune, per la quale cura due rubriche: Laboratorio Illustratori e Opera Prima. Per il portale Sardegna Soprattutto cura, invece, la rubrica Studio d’Artista. Orientata alla promozione della giovane arte con una tendenza ultima a sviluppare ambiti come illustrazione e street art, ha scritto oltre 500 articoli e curato circa 150 mostre per gallerie, musei, centri comunali e indipendenti. Tra le ultime: la doppia mostra di Carol Rama in Sardegna, L’illustrazione contemporanea in Sardegna, Archival Print. I fotografi della Magnum. Nel 2006 ha diretto la Galleria Studio 20 a Cagliari. Ha ideato e curato la galleria online Little Room Gallery (2010-13). Ha co-curato le mostre del Museo MACC (2015-17), per il quale nel 2018 è stata curatrice. Ha scritto saggi e testi critici per numerosi cataloghi e pubblicazioni. Il cinema è l’altra sua grande passione.