Serve un nuovo dipinto in collezione? La soluzione è una colletta. Il musée des Beaux-arts di Lione lancia una sottoscrizione per acquistare un Ingres. Mancano 80mila euro, per ora sono a 18mila…

Una colletta per acquistare un Ingres: è la formula scelta dal Musée des Beaux-Arts di Lione per la sua prossima acquisizione. Si tratta di L’arétin et l’envoyé de Charles Quint, olio su tela di cm 41,5×32,5 dipinto da Jean Auguste Dominique Ingres nel 1848. Il costo dell’opera è di 750mila euro: 670mila sono garantiti dalla […]

Jean Auguste Dominique Ingres - L'Arétin et l'envoyé de Charles Quint, 1848, copyr MBA Lyon, foto Alain Basset

Una colletta per acquistare un Ingres: è la formula scelta dal Musée des Beaux-Arts di Lione per la sua prossima acquisizione. Si tratta di L’arétin et l’envoyé de Charles Quint, olio su tela di cm 41,5×32,5 dipinto da Jean Auguste Dominique Ingres nel 1848. Il costo dell’opera è di 750mila euro: 670mila sono garantiti dalla Città di Lione, dal Club del Musée Saint-Pierre, dai membri del Circolo Poussin e dal Fram del dipartimento Rhône-Alpes (il fondo regionale per le acquisizioni dei musei). Ne mancano 80mila, e qui il museo chiama all’appello i cittadini e più in generale gli appassionati d’arte e gli habitué del museo.
Fino al 15 dicembre è possibile effettuare donazioni (a partire da un euro) presso il museo e sul sito www.donnerpouringres.fr (con il 66% di deduzione fiscale, secondo la legge francese). La risposta è stata buona, finora: dopo meno di un mese dall’apertura della sottoscrizione sono già stati donati 18mila euro. Il museo intende acquisire il quadro “per rendere omaggio a un pittore tra i più influenti, che ispirò fortemente i suoi contemporanei a Lione”. Vista la qualità della collezione del museo, ricca di capolavori dall’antichità al contemporaneo e dotata di un’ottima sezione sull’Ottocento, c’è da augurarsi che la sottoscrizione vada a buon fine. Nell’attesa, il museo apre il 12 ottobre una mostra sulle opere recenti di Pierre Soulages, di cui ha recentemente acquisito tre opere storiche.

– Stefano Castelli

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (nato a Milano nel 1979, dove vive e lavora) è critico d'arte, curatore indipendente e giornalista. Laureato in Scienze politiche con una tesi su Andy Warhol, adotta nei confronti dell'arte un approccio antiformalista che coniuga estetica ed etica. Nel 2007 ha vinto il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli. Pubblica regolarmente i suoi articoli dal 2007 su Arte, dal 2011 su Artribune e dal 2018 su IL-mensile de Il Sole 24 ore. Collabora anche con Antiquariato. Dal 2004 a oggi ha curato numerose mostre in spazi privati e pubblici, di artisti affermati ed emergenti. Dal 2016 è nel comitato curatoriale del Premio arti visive San Fedele. Nel 2020 ha pubblicato il saggio "Radicale e radicante – Sul pensiero di Nicolas Bourriaud" (Postmediabooks) e tradotto il saggio "Inclusioni" di Nicolas Bourriaud (Postmediabooks).