New York: meno soldi, ma non meno musei. A Herzog & de Meuron tagliano il budget, ma il Parrish Art Museum di Long Island si fa lo stesso. Rimodulato ad hoc e immerso nel verde

Il prossimo 10 novembre sarà un giorno di festa a Water Mill, una località nei pressi della città di Southampton, a Long Island, stato di New York. L’apertura del nuovo Parrish Art Museum, oltre a incrementare l’offerta culturale destinata alla comunità locale, consegnerà alla cronaca un edificio, ultimato e funzionante, costato 26 milioni di dollari, […]

Il cantiere del Parrish Art Museum

Il prossimo 10 novembre sarà un giorno di festa a Water Mill, una località nei pressi della città di Southampton, a Long Island, stato di New York. L’apertura del nuovo Parrish Art Museum, oltre a incrementare l’offerta culturale destinata alla comunità locale, consegnerà alla cronaca un edificio, ultimato e funzionante, costato 26 milioni di dollari, ovvero il 70% in meno del budget inizialmente previsto. Ma andiamo con ordine. Il museo, fondato nel 1897, raccoglie un patrimonio artistico eterogeneo, a partire dalle opere dell’artista impressionista americano William Merritt Chase, fino ai giorni nostri. Agli architetti Herzog & de Meuron, autori tra l’altro della Tate Modern di Londra e, insieme ad Ai Weiwei, dell’Olympic Stadium of Beijing, è stata affidata la sua ri-progettazione, data l’inadeguatezza del precedente edificio, sorto negli anni Cinquanta. Il Parrish Art Museum ha incontrato le stesse traversie toccate in sorte, con l’avvio dell’attuale crisi economica, a svariati omologhi in giro per il mondo: una riduzione dei costi che, però, non ha comportato l’abbandono del progetto. Piuttosto, una sua ridefinizione.
Il nuovo museo si pone in continuità con lo stile architettonico dell’East End, come testimonia la copertura a doppio spiovente, presentandosi come un volume compatto e ribassato, lungo oltre 600 metri. L’ingresso della luce naturale è favorito dalla presenza di lucernari e di grandi pareti in vetro, dalla quali sarà possibile osservare l’intervento ambientale firmato dal team Reed Hilderbrand Associates Inc. for landscape design: piante autoctone, zone umide, boschi e porzioni di prato si alternano nell’area circostante, richiamando alcune emergenze paesaggistiche locali.

– Valentina Silvestrini

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.