Venezia Updates: e poi non vi lamentate se apparite di ristrette vedute. Alla Biennale di Architettura artisti, critici d’arte, galleristi, collezionisti danno forfait

D’accordo, siamo ancora in agosto, e si potrà pure far girare un appello o una petizione indirizzata alla Biennale di Venezia, chiedendo di rispostare a metà settembre l’inaugurazione della Biennale di Architettura, così da poter fare quelle tre settimane di ferie che nessuno ci deve toccare, tanto siamo un Paese in boom economico. E quindi […]

Uno scorcio del Padiglione Italia alla Biennale Architettura

D’accordo, siamo ancora in agosto, e si potrà pure far girare un appello o una petizione indirizzata alla Biennale di Venezia, chiedendo di rispostare a metà settembre l’inaugurazione della Biennale di Architettura, così da poter fare quelle tre settimane di ferie che nessuno ci deve toccare, tanto siamo un Paese in boom economico. E quindi ci sta che in Laguna molte gallerie d’arte siano chiuse e che l’attività riprenda con calma fra un paio di settimane. Così come è normale che fra Arsenale e Giardini se ne vedano pochissimi di “operatori” dell’arte, che si tratti di artisti, curatori, galleristi, direttori di musei, giornalisti, editorialisti e chi più ne ha più ne metta. Tanto, a pensarci bene, l’architettura di spunti ne offre pochissimi, non tanto a livello intellettuale in senso generale, ma soprattutto per chi d’arte si occupa. E poi sono ambiti così distanti, così sordi l’uno nei confronti dell’altro. Insomma, se per la mostra internazionale e nei padiglioni s’incontrano artisti come Olafur Eliasson, è un caso, o meglio un errore strategico, di Chipperfield o dello stesso artista che ha accettato l’invito. Fanno meglio i “nostri” artisti, per non dire dei “colleghi” a tutti i livelli, ad attendere la Biennale d’Arte del prossimo anno. Tanto qui non c’è nulla da imparare, e la curiosità è un male che siamo quasi riusciti ad estirpare nel nostro Paese. E quel che resta è un’Italia in forma e formato spazzatura, come quella che Pistoletto ha arrangiato al Giardino delle Vergini. E buon agosto a tutti…

– Marco Enrico Giacomelli

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, la Libera Università di Bolzano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.