Berlusconi e l’”Atto Divino”. A Spoleto Mikhail Dolgopolov ritrae l’ex presidente con una statua osé: e Vittorio Sgarbi fa l’indignato

Non sono bastate quelle reali – ancorché al momento solo presunte: siamo garantisti, noialtri! – ora ci si mettono pure quelle farlocche ad imbarazzare l’ormai sempre più povero Silvio. Le fellatio restano, Olgettine a parte, area di pertinenza dell’ex presidente del consiglio: e finiscono elevate a rango di opera d’arte. Non si tratta del giudizio […]

La scultura osè che sta rompendo la quiete di Spoleto

Non sono bastate quelle reali – ancorché al momento solo presunte: siamo garantisti, noialtri! – ora ci si mettono pure quelle farlocche ad imbarazzare l’ormai sempre più povero Silvio. Le fellatio restano, Olgettine a parte, area di pertinenza dell’ex presidente del consiglio: e finiscono elevate a rango di opera d’arte. Non si tratta del giudizio lusinghiero sulle abilità amatorie della sgallettata di turno, ma dell’Atto Divino che Mikhail Dolgopolov porta a Spoleto: imponente gruppo bronzeo che ritrae uno stentoreo Berlusconi mentre accoglie attorno a un membro che ha ben poco di parlamentare le turgide labbra di una dama non meglio identificata, china a formare un perfetto angolo retto.
Il fisico asciutto tradisce un modello che non può essere quello del fu premier, almeno non nelle sue uscite più recenti: i lineamenti del volto, per quanto non corrispondano ad un ritratto perfetto sono per stessa ammissione dell’artista nettamente ispirati alle fattezze del caro leader. E dunque apriti cielo. L’opera era destinata a Spoleto Arte, la riottosa risposta che Vittorio Sgarbi lancia ad un Festival dei Due Mondi che ritiene ormai alla frutta: proprio dal vulcanico curatore, che pure avremmo detto sensibile al tema di Atto Divino, arrivano le reprimende più sentite, con tanto di cacciata dell’opera dalla mostra. Sgarbi confida a Il Giornale di essere indispettito perché all’oscuro di un’opera comparsa solo in fase di allestimento; Dolgopolov è pronto a giurare che accurata documentazione fotografica sul pezzo era stata trasmessa per tempo a Spoleto, perché se ne traessero le opportune considerazioni. Gaffe? Trappolone mediatico? Pagliacciata? Scandalo-fake montato ad arte? Il vaso di Pandora è scoperchiato!

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.