Castello di Rivoli, le rivoluzioni si susseguono. Andrea Bellini lascia per il Centre d’Art Contemporain di Ginevra

Si può dire che la notizia arrivi come il proverbiale fulmine a ciel sereno, o al limite parzialmente nuvoloso. Nonostante le difficoltà economico-politiche che avevano investito il Castello di Rivoli, la doppia direzione targata Bellini-Merz stava dando frutti insperati. Lo abbiamo raccontato spesso in questi mesi, segnalando le mostre prodotte e coprodotte a costi ridottissimi […]

Thomas Schütte - Frauen - veduta della mostra presso il Castello di Rivoli, 2012 - photo Barbara Reale)

Si può dire che la notizia arrivi come il proverbiale fulmine a ciel sereno, o al limite parzialmente nuvoloso. Nonostante le difficoltà economico-politiche che avevano investito il Castello di Rivoli, la doppia direzione targata Bellini-Merz stava dando frutti insperati. Lo abbiamo raccontato spesso in questi mesi, segnalando le mostre prodotte e coprodotte a costi ridottissimi o addirittura totalmente coperte da sponsor e partnership. E poi il sorprendente bilancio 2011 in attivo di quasi mezzo milione di euro, il numero di visitatori senza flessioni, e infine il riallestimento della collezione. E anche chi si era fatto portavoce – sin dalla nomina della coppia – di uno scontento più o meno ragionato e articolato, si stava ricredendo. Ora però la notizia: Andrea Bellini lascia la condirezione per andare a Ginevra, al Centre d’Art contemporain fondato da Adelina von Funstenberg, dove assumerà la carica di direttore a partire dal 1° settembre 2012.
Quel che ora si profila all’orizzonte è una situazione con almeno due grandi interrogativi, strettamente collegati fra loro. Il primo concerne ovviamente lo stesso Castello di Rivoli: a fine mandato come sarà strutturato il bando? Si continuerà sulla strada della doppia direzione? Verrà confermata Beatrice Merz alla guida delle collezioni e si cercherà una seconda figura in sostituzione di Bellini soltanto? In secondo luogo, e guardando allo scenario più ampio cittadino: si sbloccherà in questa maniera la questione della “superfondazione”, andando a raccogliere sotto un unico cappello anche il museo di Rivoli? Magari con la supervisione di Danilo Eccher e con un unico direttore a Rivoli, addetto “soltanto” alla collezione?
In Piemonte si attende un’estate movimentata, almeno su questo non c’è dubbio. Come è fuori di dubbio che la diaspora italiana prosegue instancabilmente: Fabio Cavallucci, Dobrila Denegri, Chiara Parisi, Lorenzo Benedetti, Francesco Stocchi, Francesco Manacorda e, ora, pure Andrea Bellini.

www.castellodirivoli.org
www.centre.ch

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