Artribune regala la Transavanguardia. Dopo illy è la volta di Prearo Editore, che offre ai nostri lettori tre monografie d’eccezione

Ormai ci abbiamo preso gusto a farvi i regali, e a giudicare dalla massiccia partecipazione, ci sembra che piaccia anche a voi. Allora ecco un giveaway nuovo fiammante, con protagonista la migliore editoria d’arte nostrana. Dopo Romaeuropa, che ha offerto dei biglietti teatrali, e illy, che ha messo in palio le tazzine firmate Francesco Clemente, […]

Ormai ci abbiamo preso gusto a farvi i regali, e a giudicare dalla massiccia partecipazione, ci sembra che piaccia anche a voi. Allora ecco un giveaway nuovo fiammante, con protagonista la migliore editoria d’arte nostrana. Dopo Romaeuropa, che ha offerto dei biglietti teatrali, e illy, che ha messo in palio le tazzine firmate Francesco Clemente, è la volta di Giampaolo Prearo Editore, che regalerà a uno dei nostri lettori tre straordinarie monografie dedicate ai protagonisti della Transavanguardia. I tre volumi, pubblicati in occasione della serie di mostre che Achille Bonito Oliva ha curato quest’anno in giro per lo Stivale, sono dedicati a Sandro Chia, Enzo Cucchi e Nicola De Maria.
Che cosa fare per accaparrarsi il trio di cataloghi? È molto semplice: inviateci una vostra definizione della Transavanguardia racchiusa in 140 caratteri. Un’opinione, una suggestione, una minirecensione, un aforisma. Il tutto in formato tweet. Potete farlo qui nei commenti o utilizzando il vostro account di Twitter, ovviamente inserendo @artribune nel messaggio, in modo da potervi facilmente ritrovare. I migliori tweet verranno rilanciati dal nostro Twitter e pubblicati su Artribune, ma solo il vincitore assoluto si porterà a casa le monografie. Quindi, che aspettate? Mano alla penna (o alla tastiera)!

Le regolette del giveaway

– l’iniziativa parte giovedì 12 aprile e finisce alle ore 12 di lunedì 23 aprile 2012
– si può partecipare soltanto con un tweet per account o indirizzo email nel caso si usino i commenti sotto a questa notizia
– il numero di caratteri deve rigorosamente rientrare nella misura richiesta (140 caratteri, spazi inclusi e menzione @artribune inclusa)
– il vincitore sarà scelto dallo staff di Artribune. Il giudizio è definitivo e non contestabile
– il vincitore verrà contattato via email o via Twitter
– il vincitore dovrà rispondere alla notifica di vincita entro le ore 12 di mercoledi 25 aprile; in caso di mancata risposta il premio verrà assegnato a un altro nominativo

www.prearoeditore.it

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57 COMMENTS

    • Titaniche ,quiete,e nostalgiche le figure del Chia,appagate assise o meditative sembrano oltrepassano i modernismi pittorici per volgere pensiero ad epica ed eroica memoria.Gesta e furori con echi odissei transitano sulle tele attraverso un tempo a ritroso,vivaci le imprimiture pittoriche.
      Definite asimmetrie neocubiste appaiono nei volti della borghesia del Clemente,tratti di fissita’ botulinica negli sguardi alati da archi sopracciliari delle donne del Clemente che vorrebbero un tono per se ma quel loro “sempre a gambe in aria” e mano avvolta al coniugale rifugio suggerisce invece un certo contemporaneo”a mia insaputa”.
      Gli omini , piccoli ,del Cucchi nell ‘immenso mondo ed i suoi spettrali simboli soggiacciono alla natura impetuosa ed onnipotente,il tratto infantile e volutamente ingenuo schiaccia il piccoletto.
      Ovvero le figure,eterogenee,attraversano l’avanguardia neo protagoniste,contro la materia regina della precedente sperimentazione;eterno persistere del conflitto figurativo-simbolico. Grazie Silia.

  1. Cinque artisti secchi tra passato e futuro ma assolutamente senza un presente. Profumo di pittura.

  2. Rinascimento, Italia; Romanticismo, Germania; Contemporary, USA. Cucchi-Chia-De Maria: Transavanguardia transatlantica @artribune

  3. Non bisogna dimenticare che questi notevoli artisti hanno avuto anche l’appoggio di un grande critico, che li ha stimolati e protetti nel momento più delicato della loro carriera, cioè ai loro inizi, parlo appunto di Achille Bollito Oliva.

    • Mi scusi San Bollito Oliva sono un pittore che da anni prego tutti i giorni con molto fervore, posso chiederle di far carriera?

    • “questi notevoli artisti” ? “grande critico” ? Esagerato ! Non sono così grullo (dicono in Toscana) da apprezzare tele imbrattate da colore ad olio. Preferisco l’originalità di linguaggio dei pittori espressionisti…

  4. @artribune
    colori su colori, si sente il profumo del blu e il rumore del giallo, la passionalità del rosso e il suono del verde..artista felice e consapevole di divertirsi..

  5. @artribune
    MARIO,vola il pennello sopra le tele & racconta di una “last polaroid generation”insieme ad un altro compagno che conoscevi.Il tuo Bene.

  6. @artribune
    Stanca utopia cade dai grattaceli di una metropoli, esplodendo, nell’impatto, in un carnevale violento e sordo di colore e gesto.

  7. Scherzi a parte, la Transavanguardia ha rappresentato in tempi recenti, quello che avvenne alcuni decenni fa, con il famoso movimento chiamato Ritorno all’Ordine.
    Le ragioni di quel grande successo, sopratutto di mercato, del recente -ismo, sta anche nel fatto che proprio iniziava in quel periodo oltreoceano, una richiesta da parte del mercato di Manufatti Artistici che avessero le caratteristiche di bene di Investimento.
    Stanchi, ma sopratutto disorientati da opere il cui fine e formato tendevano all’aleatorio,(land art, arte concettuale, body art etc), se non alla critica sociale, con tocchi di marxismo, son solo superficiale, a grande richiesta ecco l’ascesa di queste Superstar della la creazione artistica.
    C’è da notare che alcuni di questi protagonisti, si trasferirono proprio a New York, appunto per rendere più breve il tragitto: studio – casa d’aste o archivio investitore. Perché l’investitore, il quadro non lo guarda neanche, lo archivia e lo rivende dopo il dovuto periodo do tempo.
    Infatti Michelangelo Pistoletto si rifiutò di andare a lavorare in America, come del resto Fellini, appunto perché le ragioni del suo lavoro erano estranee a queste logiche di mercato.
    Si potrebbe anche dire che anche gli artisti tedeschi dello stesso periodo, ebbero da fare le medesime scelte, ma si tratta solo di una coincidenza: la Germania stava cercando a tutti i costi una identità culturale ed un riscatto dai fattacci della II guerra mondiale etc.
    Questo che dico non vuole intaccare il palese talento di Cucchi e De Maria, che riconosco aver faticato a stare nella cornice imposta da Achille Bollito Oliva & company; mentre per gli altri tre, il Dio Pecunia ha scavato tra loro ed il resto del mondo, dell’arte ovviamente, una trincea invalicabile.
    Ma perché continuare demonizzare tutto ciò che si riferisce alla Triste Scienza? intendo l’Economia, e non lasciare che sia lei a demonizzare la Povertà? come infatti succede spesso?
    Perché è cosi che ormai va il mondo.

    • Mi risulta che il ritorno all’ordine faccia parte dei regimi dittatoriali…non certamente del linguaggio artistico.

      • E invece si chiamava proprio così: Ritorno all’Ordine.
        Quel movimento artistico voluto da Mussolini e promosso dalla sua amante, Margherita Sarfatti, che organizzò mostre anche importanti; quella iniziale si svolse alla Galleria Pesaro. I sette artisti che iniziarono il Movimento Novecento si chiamavano: Sironi, Funi, Dudreville, Bucci, Malerba, Marussig e Oppi.
        Seguirono altre mostre, che anche arrivarono a coinvolgerne tantissimi altri che vi aderirono, tra cui Carrà, mi sembra di ricordare.
        Si trattava di un -ismo che rifiutava tutto ciò che era venuto prima, e che rientrava nella categoria delle Avanguardie: Futurismo, Dada, Astrattismo, Cubismo etc.
        Il Fascismo voleva che la Cultura fosse al servizio delle masse. Bisognava guidare il popolo verso il suo destino di grandi valori etc. e quindi era tassativamente richiesto di essere innanzitutto “comprensibili”.
        Ho detto. Ma se sbaglio, mi corriggerete.

  8. errata: periodo di tempo…(alla riga 15)
    per altri errori di tipo ideologico…(forse sparsi ovunque)

  9. perdersi in un disegno stellato di De Maria e poi alzare gli occhi, guardare fuori dalla finestra, e ritrovarlo..là.

    • perdersi nello “stagno dell’arte”, soprattutto in controluce, per cogliere tutti i giochi possibili dei riflessi e dei riverberi sull’acqua cupa…

      ah dimenticavo: lo “stagno dell’arte” è luogo di incontro di pittori della domenica, di critici in cannottiera, casalinghe poetesse, collezzionisti di colori ad olio, cicisbei contemplativi…, con osteria food a disosizione sulla riva.

      Per finire lo “stagno dell’arte” va gustato pittoricamente come un hamburger.

  10. @artribune: Contra l’arte concettuale e pieno di emozioni e colori, figuri e il simbolismo. Questo e’ il movimento della Transavanguardia.

  11. @artribune
    AVANZANO lente dinanzi a noi quelle che sono le RADICI POPOLARI di un artista che stanco, si sveste della sua ideologia e rivendica con tenacia i TRADIMENTI; forte della curiosità che lo spinge a considerare soprattutto i FENOMENI INATTESI.

    • Dobbiamo riflettere che l’arte come la politica presuppone sempre dei nemici, ma degli amici…

  12. @arttribune: transito attraverso ciò che è verso qualcosa che non sarà e che sia meglio che non sia per “essere” esplosione “intuitivamente empatica” di ciò che è!

    p.s. spacca la transavanguardia

  13. Rottura sperimentazione nuovi linguaggi evoluzione cambiamento ABOminevolmente TRANSversale, oltre minimalismo, poverismo, video con tela e colori…..finalmente….

    • Voglia di privitivismo formale-espressivo senza progetto-idea con l’emozione primordiale espressiva prevalente liberata dai tabù diABOlicamente.

      • Certo che ABO farebbe non poca fatica a tenere il rosario di tutte queste definizioni che si attribuiscono alla “transiberiana”…, oh scusate, volevo dire “transavanguardia”

  14. Transavangardia: dimesioni cromatiche che compenetrandosi
    generano visioni che vanno al di là di ogni preoccupazione estetica e morale.

  15. Teoria ABO: ritorno alla pittura rivisitando avanguardie storiche.
    Finalità MERCATO: ritorno alla vendita che ha ritrovato risposta al “ma a cosa serve?”.

    (133 caratteri – 20 spazi) ……. cordiali saluti.

  16. Una favola dell’arte e del suo ritorno al – fare – pittura.
    Una finestra che riapre alla manualità del colore, del disegno e della figura.

  17. Rinascimento, Italia; Romanticismo, Germania; Contemporary, USA. Cucchi-Chia-De Maria: Transavanguardia transatlantica @artribune L’HO RISCRITTO PERCHE’ ERA STATO SCRITTO PRIMA DELL’APERTURA DEL CONCORSO, E DUNQUE PERCHE’ SIA CONSIDERATO A TALE FINE. GRAZIE.

  18. Se dovo dare un giudizio sulla transavanguardia mi sovviene la metafora neofantozziana; “la transavanguardia è come la Corazzata Potemkin…una cagata pazzesca”. E’ una invenzione fatta a tavolino dal critico Bonito Oliva che su tale invenzione ha ampliato le sue fortune di critico e commerciali. Del gruppo – assai eterogeneo – gli unici artisti di qualità sono Chia e lo scomparso Mimmo Germanà. Tutto il resto è di scarsa qualità artistica per non parlare delle accozzaglie di ferraglia dette “installazioni”. Si torni all’arte. Al signore che afferma che il “ritorno all’ordine” era un concetto della reazione faccio presente che artisticamente non era affatto reazionario e anzi fu partecipato da artisti come Picasso e Severiniche certamente non avevano simpatie per la destra e il fascismo. Si torni ai fondamentali dell’arte: buon disegno buona pittura, buona scultura.

    • Che Picasso facesse parte del movimento Novecento (Ritorno all’Ordine), lui che viveva a Parigi, ed aveva inventato con Braque, il Cubismo, questa è la più grossa che abbia sentito da un po’ di tempo in qua.
      Accetto una critica da chi ne sa più di me.
      Ma questa no.

      • Il Novecento è il movimento inventato da Margherita Sarfatti in Italia, a cui aderiscono Sironi, Dudreville, Bucci, Marussig, Oppi, Bartoli. “Le retor a l’ordre” non nasce in Italia ma in Francia e si diffonde in Europa, subito dopo la prima guerra mondiale; per un periodo di tempo vi aderiscono numerosi artisti che avevano partecipato alle avanguardie novecentesche (in particolare cubismo e futurismo) tra i quali Picasso e Braque. Invece di dire fesserie si documenti e legga qualche libro di storia dell’arte

        • Egregio Bruno, è possibile che io abbia commesso una inesattezza, ma una cosa non può essere negata, e cioè che quel movimento: Le retour a l’ordre, abbia anticipato e coinciso con avvenimenti storici che sono poi sfociati in dittature: sia il Nazismo che il Comunismo, hanno preteso che i loro artisti ufficiali si esprimessero con quello che in Russia era il Realismo Socialista ed in Germania, quella sorta di realismo, ben lontano da quella che loro definivano come Arte Degenerata.
          La mia critica verso la Transavanguardia, è soggettiva.
          Ma lei allora come colloca artisti come Dali, Arp, Clee, Kandinsky, Albers, Mondrian, Duchamp, Chagall, etc.
          Che il Ritorno all’Ordine sia nato in Francia, e Picasso e Braque vi abbiano aderito, e pur vero. Nondimeno fu importato in Italia con un preciso scopo.
          Che Mussolini ed il Fascismo degli inizi riuscirono ad attrarre a se anche intellettuali di valore, nessuno lo nega. Ma il Valore andò scemando a seguito delle scelte irresistibili che seguirono, e che spinsero i più onesti a prendere le distanze dai metodi di cui si serviva quel sistema.
          Gli artisti non sono i diretti responsabili degli avvenimenti storici che li circondano o che anticipano con le loro opere, ma in tutta onestà ognuno è consapevole che ciò non sia vero solo in apparenza. Ed è: In quale misura siano consapevoli di ciò, che determina il loro Valore Morale.

  19. Transavanguardia: movimento che ha oltrepassato le precedenti esperienze ponendo l’introspezione come processo interpretativo dell’arte

  20. Transavanguardia come il tram che passa fianco la guardia che non guarda ma vede colore e movimento delle mani oltre i concetti @artribune

  21. @artribune Transavanguardia:andare oltre il concetto con colori e materia come risposta spontanea di ritorno al tradizionale

  22. Al di qua dell’avanguardia, al di qua della retroguardia .ora, come sempre, ora come mai. Libertà di seguire il proprio Io per vedere “dove ‘ sto stupido vuole arrivare”

  23. Una volontà di superare la concettualità dando libertà alla mano per ritornare alla vera e propria pittura: Transavanguardia e Anacronismo.

  24. Ho riletto il bando e ripropongo la mia definizione riveduta e adattata nei 140 richiesti:

    @artribune-Teoria ABO: ritorno alla pittura rivisitando avanguardie storiche. Fini MERCATO: Ritorno alla vendita e stop al ”ma a chi lo vendo?”

  25. @artribune
    La Transavanguardia, come l’Angelus Novus, trans-ita nella storia a ritroso: viene dal futuro, ma il suo viso è rivolto al passato

  26. @artribune Transavanguardia: luogo di memoria e di pittura, materico, onirico. Primitiva caverna, un fuoco riscalda, nutre la mia curiosità.

  27. la transavanguarda è una cosa penosa, priva di estetica e di significato. Brutta e persino orribile. Achille è un professore che interpreta a suo vantaggio le tendenze dell’arte moderna, Questa è la vera “merda di artista ” uscita dal barattolo di Manzù e finita sulle tele di questi quattro pellegrini

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