Roma, Pastificio Cerere reloaded. Gli architetti di domani riprogettano l’ex fabbrica di San Lorenzo. Dall’università al quartiere, e ritorno

Didattica e formazione, punti di forza del progetto Pastificio Cerere. Una vocazione che connota ampiamente la mission della fondazione romana, tra le più attive sul territorio grazie a una programmazione fatta di mostre, residenze, incontri, lecture, dalla forte connotazione “comunicativa”. È in quest’ambito che si colloca l’evento Il Pastificio Cerere: una riflessione tra recupero e […]

Fotomontaggio inserimento progetto da via Tiburtina. Tesi Valentina Magnoni

Didattica e formazione, punti di forza del progetto Pastificio Cerere. Una vocazione che connota ampiamente la mission della fondazione romana, tra le più attive sul territorio grazie a una programmazione fatta di mostre, residenze, incontri, lecture, dalla forte connotazione “comunicativa”.
È in quest’ambito che si colloca l’evento Il Pastificio Cerere: una riflessione tra recupero e progetto, parte di una più ampia iniziativa di collaborazione con l’Università di Roma la “Sapienza”. Una mostra e un convegno, ospitati negli spazi dell’ex “semoleria” di Via degli Susoni, nel cuore del quartiere San Lorenzo, fanno il punto su temi importanti per il dibattito sull’architettura contemporanea: il paesaggio urbano e le sottili relazioni ambientali, artistiche e antropologiche che ne definiscono contorni ed evoluzioni.
In mostra, fino al 2 marzo, una selezione di progetti realizzati dagli studenti della Facoltà di Architettura, relativi a esercizi di recupero edilizio e territoriale dell’ex Pastificio. Il corpus di lavori è il risultato del corso di Progetto di Recupero dell’Edilizia Storica, tenuto dal professor Andrea Bordi.
Un impegno, quello per San Lorenzo, che non è nuovo per le Facoltà di Architettura romane, da sempre dedite a una ricerca intorno al carattere, la morfologia, i cambiamenti strutturali e le dinamiche sociali proprie dello storico quartiere capitolino. Raramente, però, gli studi portati a termine erano stati condivisi con la città e i residenti. Un’occasione, questa, che porta invece tra la gente e negli spazi stessi del tessuto urbano la qualità di una visione ravvicinata e di una riflessione partecipata intorno a un luogo. Il Pastifico a tutta carica: da un’identità da recuperare a un possibile futuro da progettare. Ricostruzioni e ripartenze.

– Helga Marsala

16 febbraio 2012
ore 16.30, apertura del convegno
ore 18.30, inaugurazione mostra (fino al 2 marzo 2012)
Fondazione Pastificio Cerere – Via degli Ausoni 7, Roma
tel. 06 45422960; [email protected]
www.pastificiocerere.it

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Helga Marsala
Helga Marsala è critica d’arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Palermo e di Roma (dove è stata anche responsabile dell’ufficio comunicazione). Collaboratrice da vent’anni anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo, fino al 2010, come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la testata culturale Artribune, dove ancora oggi lavora come editorialista, collaborando col team di direzione e operando come curatrice e project manager nel nuovo comparto aziendale Artribune Produzioni. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica, politica, costume, comunicazione, attualità e linguaggi creativi contemporanei. Presso Riso Museo d’Arte contemporanea della Sicilia è stata curatrice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti, prevalentemente presso spazi pubblici italiani, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. È stata membro di commissioni e giurie per premi/residenze d’ambito nazionale, riservati ad artisti. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.