Con Un Po d’Arte rinasce a Torino l’ovovia di Italia ‘61. Con le opere di Loredana di Lillo e Matteo Rubbi prosegue il progetto di arte pubblica di Art At Work

C’è un luogo a Torino che langue da anni. Si tratta dell’ex-stazione dell’ovovia, la funivia costruita per Italia ‘61 per collegare la zona dell’esposizione con il Parco Europa di Cavoretto, sulla collina torinese, e subito dismessa e dimenticata. Ma da qualche tempo c’è di mezzo Art At Work, il gruppo di lavoro formato da Ilaria […]

La stazione dell'Ovovia rivisitata

C’è un luogo a Torino che langue da anni. Si tratta dell’ex-stazione dell’ovovia, la funivia costruita per Italia ‘61 per collegare la zona dell’esposizione con il Parco Europa di Cavoretto, sulla collina torinese, e subito dismessa e dimenticata. Ma da qualche tempo c’è di mezzo Art At Work, il gruppo di lavoro formato da Ilaria Bonacossa, Paola Clerico, Luca Conzato, Ilaria Gianni e Riccardo Ronchi che commissiona e sviluppa progetti di arte contemporanea, tra cui il progetto di arte pubblica Un Po d’Arte.
Proprio in virtù di questo programma di opere d’arte da realizzare in esterno nelle aree verdi del Lungo Po torinese il Comune gli ha concesso l’uso della stazione a valle e da domani si potranno vedere i nuovi lavori creati ad hoc. ”La presentazione dei lavori di Matteo Rubbi e Loredana Di Lillo, nell’ambito del progetto pubblico Un Po d’Arte – spiegano i membri di Art At Work – è un’incursione nello spazio della stazione di partenza dell’ovovia Italia 61 prima della sua ristrutturazione, il tentativo di aprire da subito questo luogo incredibile al pubblico”. Prima di loro, e in altri punti lungo il fiume, sono già state realizzate le opere di Giuseppe Pietroniro (Billboard, davanti al Castello del Valentino) e di Flavio Favelli (Black Villa, all’ex Zoo di Parco Ignazio Michelotti). Ora è il turno della riqualificazione degli spazi dell’ovovia: “l’ovovia Italia 61 è l’occasione per Art At Work di offrire alla città un luogo in cui scoprire l’arte contemporanea, ma non solo, in maniera diretta non mediata. Uno spazio per dialogare con artisti italiani e stranieri per lo più emergenti attraverso la presentazione di lavori, workshop e conferenze.
Così Loredana di Lillo (1979), facendo il verso alla condizione di abbandono di questa struttura industriale, tuttora sigillata, ha creato una catena in bagno d’argento e un lucchetto d’ottone, cesellato con la scritta Intolerant freedom (libertà intollerante). Mentre Matteo Rubbi (1980) ha realizzato una grande insegna artigianale, piena di lampadine luminose, a comporre la scritta Italia ‘61. Evocativa e anche un po’ funerea…

– Claudia Giraud

Un Po d’Arte
Presentazione: venerdì 2 dicembre 2011 – ore 11.00
Ovovia Italia ‘61
Corso Unità d’Italia 89 – Torino
www.artatwork.it

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).