L’ultima (?) di Cattelan, la prima del Guggenheim. Par la mostra appena inaugurata, il museo lancia la prima app dedicata a un solo evento

Chi, se non lui, poteva proiettare il Solomon R. Guggenheim Museum  di New York nell’era del 2.0? Non ci credete? È per la retrospettiva di Maurizio Cattelan al Guggenheim, inaugurata lo scorso 4 novembre ed annunciata come l’addio alle mostre per l’artista, che per la prima volta in assoluto il museo lancia una app ideata […]

Chi, se non lui, poteva proiettare il Solomon R. Guggenheim Museum  di New York nell’era del 2.0? Non ci credete? È per la retrospettiva di Maurizio Cattelan al Guggenheim, inaugurata lo scorso 4 novembre ed annunciata come l’addio alle mostre per l’artista, che per la prima volta in assoluto il museo lancia una app ideata appositamente per una mostra. Tramite l’applicazione Maurizio Cattelan: All, dal museo o da casa propria, si può zoomare sulle componenti dell’installazione da quattro diverse angolature e ci si può soffermare su ogni singola opera accedendo così anche ai testi relativi e ad un audio-commento di Cattelan stesso.
Tra i contributi troviamo quelli del critico Vince Aletti, dell’artista Carsten Höller, dei curatori Francesco Bonami, Germano Celant, Bice Curiger, Massimiliano Gioni e Chrissie Iles, dei galleristi Marian Goodman, Massimo De Carlo ed Emmanuel Perrotin. Inoltre, all’interno dell’app si possono leggere una selezione di contenuti del nuovo magazine di Cattelan, Toilet Paper, e un’anteprima dell’ultimo numero creato appositamente per la retrospettiva. Il software è disponibile su iPhone, iPad e Android, a $3.99 per i cellulari e $5.99 per i tablet, scaricabile su guggenheim.org/cattelan-app. Per la prima settimana l’app è disponibile a $1.99 e $3.99.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.