Warhol App. Anche il maestro della Pop Art americana ha una sua applicazione mobile. Per esplorare la vita e le opere dello zio Andy anche “on the go”…

Volete sapere tutto su Andy Warhol? Come recitava un famoso spot della Apple di qualche anno fa, da oggi “there’s an app for that”. Il Museo Andy Warhol di Pittsburgh ha infatti appena rilasciato un software per iPhone, iPad e Android che si configura come un piccolo catalogo interattivo dell’opera dell’artista. Attraverso un’interfaccia studiata ad […]

Volete sapere tutto su Andy Warhol? Come recitava un famoso spot della Apple di qualche anno fa, da oggi “there’s an app for that”. Il Museo Andy Warhol di Pittsburgh ha infatti appena rilasciato un software per iPhone, iPad e Android che si configura come un piccolo catalogo interattivo dell’opera dell’artista.

Attraverso un’interfaccia studiata ad hoc da Toura, azienda specializzata in applicazioni con una buona esperienza in campo culturale (ha realizzato progetti per la British Library, l’Art Institute di Chicago, il Walker Art Center di Minneapolis e molti altri), The Warhol: Art App contiene testi, immagini ad alta risoluzione, video e file audio.

E se invece volete cimentarvi nella creazione di un’opera nello stile di Warhol, c’è anche The Warhol: DIY POP, che vi permette, con pochi gesti, di trasformare una foto qualsiasi in una serigrafia in puro stile Sixties. Entrambe le applicazioni sono disponibili su iTunes al costo di 2.99 dollari per i telefoni e 3.99 per i tablet.

– Valentina Tanni

www.warhol.org/connect/mobile
www.toura.com


Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.