Jim Carrey come Basquiat? L’attore americano còlto da un’improvvisa passione per i graffiti. Ma qualcuno glieli cancella…

“Mi sto divertendo un sacco, sono creativo, non mi sono mai sentito meglio in vita mia…”, commenta così la sua nuova fase “artistica” Jim Carrey. L’attore americano, còlto da un’improvvisa passione per le bombolette spray, sta infatti ricoprendo di disegni e stencil i muri e le serrande del suo studio di New York, al Village. […]

Jim Carrey graffitista

Mi sto divertendo un sacco, sono creativo, non mi sono mai sentito meglio in vita mia…”, commenta così la sua nuova fase “artistica” Jim Carrey. L’attore americano, còlto da un’improvvisa passione per le bombolette spray, sta infatti ricoprendo di disegni e stencil i muri e le serrande del suo studio di New York, al Village. In particolare, si diverte a disegnare un personaggio da lui inventato di nome Baba, “una divinità birichina che esiste nello spazio negativo”.
Il suo primo capolavoro però, è stato prontamente cancellato dagli addetti alla pulizia delle strade della Grande Mela, che ultimamente ha adottato la linea dura contro graffiti e disegni abusivi. “Lo capisco, queste persone hanno il loro lavoro da fare. Io ho il mio, e come artista rifarò il disegno. E loro possono ricancellarlo, mi sta bene. Pagherò anche le spese se vogliono”. E poi evoca nomi importanti, quando dice: “Basquiat non ha iniziato così? Non mi voglio confrontare con lui, ma molte cose interessanti sono venute da lì. E Bansky? Molta arte moderna viene dalla street art“.
Quello che forse l’attore americano non sa – come fa notare Hrag Vartanian di Hyperallergic – è che basterebbe avvisare la municipalità di non cancellare il graffito (dopotutto, è sulla sua proprietà), e questo forse basterebbe a risolvere la questione…

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.