Un agosto barocco per Adrian Paci. Strette di mano a oltranza per la sua nuova performance sicula, mixando identità e culture nel cuore di Scicli

In un caldo pomeriggio d’agosto, immerso nella quiete metafisica di un’antica piazza vuota, Adrian Paci resterà in attesa, concentrato, muto, seduto su una seggiola al centro del sagrato della chiesa barocca di San Bartolomeo, a Scicli. Varcata la soglia della sua abitazione, e coperto il breve percorso che separa la casa dall’imponente architettura sacra, Paci […]

Il sagrato della Chiesa barocca di San Bartolomeo, a Scicli (Ragusa)

In un caldo pomeriggio d’agosto, immerso nella quiete metafisica di un’antica piazza vuota, Adrian Paci resterà in attesa, concentrato, muto, seduto su una seggiola al centro del sagrato della chiesa barocca di San Bartolomeo, a Scicli. Varcata la soglia della sua abitazione, e coperto il breve percorso che separa la casa dall’imponente architettura sacra, Paci s’arresterà all’interno dello spazio antistante la facciata, e aspetterà, in silenzio. Da lì a poco una sorta di composta processione laica comincerà a scandire il tempo rallentato di questo suggestivo scorcio d’estate iblea, divenuto teatro di una performance carica di energia emotiva.
The Encounter, azione ideata da Paci per la Sicilia e sostenuta dalla galleria Laveronica di Modica, non è altro che la reiterazione di un gesto comune, diretto. Uno di quei gesti compiuti meccanicamente nella monotona liturgia relazionale del quotidiano, e che qui diventa invece un segno efficace, voluto, cercato, restituito al suo senso più profondo. Stringere la mano a un altro individuo, a due, tre, quattro, dieci… Centinaia di individui che si avvicineranno all’artista, pronto ad accogliere la folla di spettatori-attori, protagonisti con lui di un rituale collettivo generato nella ripetizione lenta e ossessiva di quella stretta fraterna, amicale.

la facciata della Chiesa di San Bartolomeo, a Scicli - foto Wikimedia Commons/Gimelfi

Adrian Paci, col suo corpo-metafora (corpo che si fa testo, storia, linguaggio, soglia identitaria, detonatore emozionale), è al centro di un campo energetico che interconnette uno scampolo di umanità eterogenea, trovatasi lì per caso o per scelta: un piccolo raduno iniziatico, chiamato a partecipare a un’esperienza di scambio, di dialogo meditativo, di incontro. L’atto di una condivisione, puro e semplice, messo in scena nel bel mezzo di un agorà mediterranea, in cui strati infiniti di storia e memoria, di tradizione locale e contaminazioni etniche, si intrecciano fatalmente, da secoli.

– Helga Marsala

Adrian Paci. The Encounter
Scicli – domenica 21 agosto 2011, ore 18.30
www.gallerialaveronica.it

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è stata anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.