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    • Direi che visto il ministro e il suo staf , cosa ci si poteva aspettare se non una copia…

  1. Se affidi la realizzazione del logo al parente o all’amico scemo, è ovvio che questo come minimo copi il logo di un altro, “per non sbagliare” (perché, appunto, è scemo!). Stavolta tocca al Ministero dell’interno fare una figuraccia… con la Francia!!!!!! Perché, tra tutti i paesi, sempre con la Francia?!?!?!?!

  2. La facciamo con gli inglesi, più che altro. Inglese il designer, inglese l’evento, anche se dedicato al panorama immobiliare francese. Doppiafiguraccia.eu :-)

  3. Faccio notare che ha aggiunto l’effetto flash tra le due fasce, per diversificarlo un pochino. Premiamo almeno lo sforzo.

    • E’ l’unica cosa brutta di quel logo. Ossia, una ne hanno fatta, e l’hanno sbagliata. Diciamo che almeno non hanno fatto danno col font.

  4. Premesso che il gesto grafico è gradevolissimo, la cosa che maggiormente stupisce è che a commettere un simile “errore” sia stato Antonio Romano (patron di InArea appunto) che per chi non lo sapesse, non solo è uno dei migliori graphics designer del panorama internazionale, ma è anche colui che ha pensato alcuni tra i marchi più famosi: basta visitare il sito per capirlo.
    Detto ciò, pur constatando quanto la somiglianza tra i due sia sfacciata, cercherei di evitare, come è nostro solito fare, di confondere il plagio con la casualità.
    Perché a mio modo di vedere di questo dobbiamo parlare. Non è logico sostenere che per un simile committente, quelli di InArea si siano limitati a copiare dal seppur bravo Smith.

  5. … ho già detto tutto in merito al marchio “Roma in un’immagine” e quello per la Biennale di Scultura di Carrara, entrambi brutti e instampabili, sia in positivo e sia in negativo, cioè sfondati su un fondo. Per entrambi, complessivamente, sono stati o saranno, elargiti 45.000 euro, immagino + IVA! Forse è il caso di cominciare a pensare di premiare i “BRAVI” e preparati e non “ALTRO”.

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