Schiattate dalla voglia di sapere ulteriori ragguagli sulla sgarbiennale? Catalogo, inaugurazioni regionali e altro

Sgarbi, il giorno dopo. Dall’entourage del critico trapela sollievo per la stampa di oggi (“credevamo che ci avrebbero massacrati, e invece…”), e si mettono a fuoco alcuni dettagli saltati nell’infuocata conferenza di ieri al San Michele. Come le inaugurazioni delle mostre nelle sedi regionali: inizialmente era previsto che aprissero tutte in contemporanea a Venezia, il […]

Vittorio Sgarbi

Sgarbi, il giorno dopo. Dall’entourage del critico trapela sollievo per la stampa di oggi (“credevamo che ci avrebbero massacrati, e invece…”), e si mettono a fuoco alcuni dettagli saltati nell’infuocata conferenza di ieri al San Michele.
Come le inaugurazioni delle mostre nelle sedi regionali: inizialmente era previsto che aprissero tutte in contemporanea a Venezia, il 4 giugno, per poi ospitare delle serate inaugurali spalmate per tutto giugno, per consentire al curatore di essere presente in tutte le sedi. Ora invece si opta per differenziare proprio l’inaugurazione delle singole mostre, da un lato per non cadere nel cono d’ombra veneziano, con media e opinione pubblica concentrati sul main event e quindi disattenti agli eventi periferici. Dall’altro, per esigenze locali legate all’organizzazione ed alle disponibilità delle singole sedi. Tradotto: con i tempi strettissimi rimasti, gli artisti avranno a disposizione qualche giorno o settimana in più per lavorare…
Poi il catalogo: probabilmente – per non dire certamente – non pronto per le inaugurazioni, sarà formato da un unico volume da qualcosa come 1500 pagine. Con gli artisti non presentati in sezioni corrispondenti alla regione di competenza, ma in ardine alfabetico. Sgarbi lo chiama “catalogo del contemporaneo”, altri rispondono con un Art Diary

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