Gallery Weekend Updates: omaggio alla sbornia o scultura sociale? La piramide di birra di Cyprien Gaillard. E siamo ai KunstWerke, sempre Mitte, sempre Berlino

Una lunga fila di bottiglie di birra vuote, disposte lungo le pareti del corridoio che conduce alla sala principale del KunstWerke, il centro d’arte contemporanea di Mitte. Si tratta dell’indizio di un mega evento caratterizzato dal consumo della bevanda più popolare della Germania. Prova inconfutabile è anche l’odore o meglio l’afrore: un mix tra birra-sigaretta-ambiente […]

Una lunga fila di bottiglie di birra vuote, disposte lungo le pareti del corridoio che conduce alla sala principale del KunstWerke, il centro d’arte contemporanea di Mitte. Si tratta dell’indizio di un mega evento caratterizzato dal consumo della bevanda più popolare della Germania. Prova inconfutabile è anche l’odore o meglio l’afrore: un mix tra birra-sigaretta-ambiente chiuso. Sotto le scarpe scricchiolano frantumi di vetro, tappi di bottiglia s’incastrano nei tacchi, la camminata diventa passo dopo passo più allarmante.
A un certo punto si staglia ciò di cui tutta Berlino parla: la piramide di cartoni di birra di Cyprien Gaillard. 10.750 scatoloni della marca turca Efes (quanto fa in totale? 72mila bottiglie, signori!) sono stati impilati per costruire uno ziqqurat alto 4 metri. I visitatori sono invitati a scalare la “birramide”,  prendersi una bottiglia e contribuire in quel modo alla continua scomposizione della scultura. Cyprien Gaillard combina in Recovery of Discovery il termine di oggetto trovato (qui la birra) con la teoria della Scultura Sociale di Joseph Beuys.

Le macerie del post-party sono impressionanti, inquietanti, ma soprattutto divertenti. L’inaugurazione dista ormai 5 settimane e la scalata è diventata difficile, nonostante ciò riusciamo ad arrivare al quinto scalino per afferrare una bottiglia. Per un attimo riflettiamo se stapparla o tenerla, ma alla fine optiamo per contribuire alla decomposizione dell’opera fino all’ultima goccia. Salute!

Sarah Corona

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Sarah Corona
Specializzata nell'art management e nella ricerca, si interessa di nuovi media e tecnologia nell'arte contemporanea e la giovane produzione artistica, rendendo i suoi studi pubblici attraverso testi, recensioni, interviste, mostre ed eventi in Italia, in Germania e a New York.