Backstage Biennale, ecco Cristiano Pintaldi all’Ex cantiere Navale. Che aspettate a mandarci i vostri dietro-le-quinte?

È inutile che vi sforziate di riconoscere la location: difficilmente potete averla già vista, dal momento che si inaugura per l’occasione. Sì, perché Venezia si trasforma nel periodo della Biennale, riempiendosi in ogni angolo più recondito di mostre o progetti legati al contemporaneo. Eppure è ancora possibile inaugurare un nuovo spazio: ed anche di grande […]

È inutile che vi sforziate di riconoscere la location: difficilmente potete averla già vista, dal momento che si inaugura per l’occasione. Sì, perché Venezia si trasforma nel periodo della Biennale, riempiendosi in ogni angolo più recondito di mostre o progetti legati al contemporaneo. Eppure è ancora possibile inaugurare un nuovo spazio: ed anche di grande fascino, come l’Ex Cantiere Navale di Castello, area di archeologia industriale per la prima volta utilizzata per una mostra, al crocevia tra l’Arsenale e i Giardini di Castello. È lì che Achille Bonito Oliva presenta Lucid Dreams, personale di Cristiano Pintaldi – che vi mostriamo intento agli ultimi ritocchi – organizzata dall’associazione non profit romana Opera Rebis, abituata a promuovere progetti artistici contemporanei in spazi non convenzionali.
Una riflessione “sulla nostra capacità di definire e percepire la realtà”, proposta attraverso una selezione di lavori pittorici di grande formato, per lo più inediti. Sogni lucidi? Sì, come “la realtà di cui facciamo parte, un sogno in cui ciascun individuo è simultaneamente regista e attore del proprio film, creatore responsabile della propria visione”.

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