Si può possedere un’importante scultura pubblica di Tony Cragg e ridurla ad un pisciatoio? Sì, se siete a Siena

Si parla di quasi un quindicennio or sono, ma già fin dall’inizio le sorti della grande Goccia in travertino firmata da Tony Cragg e acquisita nel 1998 come opera d’arte pubblica dal Comune di Siena non furono propriamente benevole. Innanzitutto il nome Goccia, con quel ché di cinismo toscano, venne subito storpiato in Pera e […]

Si parla di quasi un quindicennio or sono, ma già fin dall’inizio le sorti della grande Goccia in travertino firmata da Tony Cragg e acquisita nel 1998 come opera d’arte pubblica dal Comune di Siena non furono propriamente benevole. Innanzitutto il nome Goccia, con quel ché di cinismo toscano, venne subito storpiato in Pera e oggi come oggi “La Pera di Cragg” è l’unico nome con cui è ammissibile nella città del Palio nominare questo piccolo monumento.
Poi ci si misero questioni di contrada. La Tartuca, “proprietaria” del territorio di Piazza Sant’Agostino dove la Pera era stata collocata, non ne voleva sapere. Dopo qualche tempo, spendendo una cifra pari quasi al costo dell’opera stessa, la mole in pietra venne spostata in un vicino giardino non troppo frequentato. Nascosta dove avrebbe potuto dare meno noia possibile. Dove l’avrebbe fatta finita di turbare l’equilibrio gotico-turistico della città.

Il fatto è che se piazzi un’opera d’arte controversa in uno spazio poco visibile, può capitare che quest’ultima venga fatta oggetto dell’attenzione di vandali e buontemponi. E diventi protagonista di minzioni umane e canine. Così è stato: l’opera di uno dei più grandi scultori viventi è il pisciatoio preferito per uomini e canidi nel Parco degli Orti Tolomei, inoltre, da un po’ di tempo, è divenuta perfetta bacheca per demenziali messaggi politici. Con tutta la vernice e lo spray che permeano bene bene nelle porose fette di travertino di cui è composta.
Siena vuole diventare Capitale Europea della Cultura nel 2019, si tratta però di convincersi che la cultura non è cosa che si ferma al Medioevo…

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9 COMMENTS

  1. Il Comune di Siena, che l’acquisto’ dovrebbe (e dovrebbe essere costretto a furor di popolo…anche non senese) intervenire. Le contrade a Siena sono di somma importanza ma non mi risulta abbiano uno “status”di “Ente territoriale” ed in ogni caso il “proprietario” di un opera d’arte ha non solo dei diritti ma anche degli obblighi nei confronti dell’opera stessa, per non dir di quelli nei confronti dell’autore e della salvaguardia della sua opera ed in generale della sua “onorabilita’” credo che, addirittura, l’autore potrbbe chiedere il sequestro dell’opera e la sua restituzione.

  2. Grande artista, ma opera modesta; il che tuttavia non esime Siena dalle sue colpe, la pessima scelta della collocazione in primis (l’opera andava isolata dal contesto naturale: è chiaro che così, erba, olivi e paesaggio hanno il sopravvento con conseguente accoglienza di minzioni varie). Del resto a Firenze ne sappiamo qualcosa di mala accoglienza di opere d’arte contemporanea. L’elenco sarebbe lungo, ma basta vedere com’è ridotta la fontana di Folon!

  3. Meritoria quante altre mai questa vostra azione di scovare disprezzi cittadini per le opere d’arte. Bravi, continuate!

  4. è giusto minzionare addosso alla pera . tra l’altro mi sembra che deturpi irrimediabilmente il panorama dell’incantevole giardino con gli ulivi e le margherite che ha attorno, forse sarebbe meglio farla esplodere .

  5. Per il momento solo una precisazione, sulla questione. La Contrada, in questo caso la Tartuca, non è proprietaria del “territorio”, o rione in questione. Nessuna Contrada di Siena lo è, comunque. Il suolo è ed era pubblico. Per il resto la sua attuale collocazione, come è scritto nell’articolo, non permette di proteggere la Goccia da attacchi diurni o notturni di vandali, su questa cosa si può agire, considerando anche il suo restauro in tempi ragionevoli.

  6. Non metto in discussione la qualità dell’opera nè dell’artista ma non la vedo contastulizzata bene.Sembra non dialoghi con le connotazioni del luogo;questo non giustifica comunque il fatto di essere mortificata…è una questione di vuotaggine…di scarso interesse alla poesia…una reazione psicologica…

  7. Chiaramente il fatto che sia brutta non vuol dire nulla… è un’opera d’arte, eh. Son un filisteo, sono pure senese, e da quando l’ho vista mi è sempre sembrata uno spreco di materiale. Una cosa semplicemente brutta, fatta passare per opera d’arte da chi, per scopi che tuttora mi sfuggono, ha deciso di scindere il concetto di bello dall’arte. Pertanto, la “goccia”, che oltretutto somiglia a qualcosa di molto meno carino, era a mio parere mal collocata dov’era prima, sul piazzale di Sant’Agostino, e lo è pure ora in mezzo agli olivi degli orti dei Tolomei. Per me stava molto meglio a casa di Tony Cragg, e il comune avrebbe fatto meglio a spendere altrove. Mia personale opinione, eh. Ma il titolo di questo articolo mi fa imbufalire. Cioè, siccome l’autore è Tony Cragg diventa automaticamente una importante scultura pubblica? Allora perché non ripetere il giochino di Manzoni ed inscatolare i propri escrementi? Magari piazzandoli in bella vista in mezzo a, che so, Piazza san Marco?

  8. Chiaramente il fatto che sia brutta non vuol dire nulla… è un’opera d’arte, eh. Son un filisteo, sono pure senese, e da quando l’ho vista mi è sempre sembrata uno spreco di materiale. Una cosa semplicemente brutta, fatta passare per opera d’arte da chi, per scopi che tuttora mi sfuggono, ha deciso di scindere il concetto di bello dall’arte. Pertanto, la “goccia”, che oltretutto somiglia a qualcosa di molto meno carino, era a mio parere mal collocata dov’era prima, sul piazzale di Sant’Agostino, e lo è pure ora in mezzo agli olivi degli orti dei Tolomei. Per me stava molto meglio a casa di Tony Cragg, e il comune avrebbe fatto meglio a spendere altrove. Mia personale opinione, eh. Ma il titolo di questo articolo mi fa imbufalire. Cioè, siccome l’autore è Tony Cragg diventa automaticamente una importante scultura pubblica? Allora perché non ripetere il giochino di Manzoni ed inscatolare i propri escrementi? Magari piazzandoli in bella vista in mezzo a, che so, Piazza san Marco?

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