In quale paese civile il curatore del padiglione nazionale alla Biennale minaccerebbe le dimissioni in caso di mancato ottenimento di altra carica? Sì, parliamo proprio di lui…

Mi dimetto? Forse no, vediamo, tanto c’è tempo, all’inizio della Biennale manca più di un mese… Nel clima ormai paradossale che regna sull’organizzazione (???) del Padiglione Italia by Vittorio Sgarbi, si inserisce una nuova variante, oggi ripresa in evidenza da molta stampa. Mi escludono dalla corsa alla Soprintendenza veneziana? E allora io mi dimetto da […]

Vittorio Sgarbi

Mi dimetto? Forse no, vediamo, tanto c’è tempo, all’inizio della Biennale manca più di un mese… Nel clima ormai paradossale che regna sull’organizzazione (???) del Padiglione Italia by Vittorio Sgarbi, si inserisce una nuova variante, oggi ripresa in evidenza da molta stampa.
Mi escludono dalla corsa alla Soprintendenza veneziana? E allora io mi dimetto da curatore alla Biennale, e lascio tutti in brache di tela. Quindi, che si fa? Niente, perché – come detto – di tempo ce n’è, e c’è spazio per le manfrine diplomatiche, dopo la minaccia di dimissioni dal chiaro (non per tutti vabè) intento ricattatorio. Pare infatti che dopo aver lanciato i suoi pubblici strali, Sgarbi sia in queste ore impegnato in fitti incontri col malcapitato ministro Galan per ricomporre la frattura. Lo stesso critico, del resto, si è premurato di sottolineare la fiducia manifestatagli dal ministro, carinamente definito “incolpevole” nella sua esclusione dalla corsa per la soprintendenza.
Insomma, Padiglione Italia decapitato? Dipenderà dalle trattative in corso, è probabile che il ministro metta sul piatto un altro incarico – a scelta, un museo, un sito archeologico -, e domattina tutto rientri. Con ben un mese a disposizione… E con la consapevolezza che al curatore del Padiglione Italia, del Padiglione Italia importa un fico secco. Ammenoché non torni utile come grimaldello per minaccette…

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