L’Ombra di Caravaggio, l’ossessiva ricerca della verità

Il Caravaggio di Michele Placido è una rockstar contemporanea. Una furia nel suo lavoro, incessantemente alla ricerca e riproduzione del vero. Un ritratto cinematografico di grande passione e indagine. Qui l’arte è ovunque

Anziché frequentare i salotti per bene incontrava prostitute, malfattori e uomini di strada. Lo faceva per passione e per ossessione, il suo obiettivo era dare forma e rappresentazione al vero, alla verità. È questo il Caravaggio raccontato da Michele Placido.

CARAVAGGIO COME PASOLINI

L’ombra di Caravaggio, al cinema dal 3 novembre con 01 Distribution, è un film che “ha una maturazione antica, nata 53 anni fa da parte mia all’ombra della statua di Giordano Bruno. In quel periodo avevo scritto un testo teatrale in cui Caravaggio incontrava Giordano Bruno. Poi cinque anni fa con Sandro Petraglia abbiamo trovato l’idea, che secondo noi risiedeva nell’ombra”, racconta il regista. Chi era e come era il Caravaggio uomo? Placido restituisce la sua dimensione di artista, ma ne indaga e mostra il lato umano, e del suo percorso dice “mi ricorda quello di Pasolini, che partiva dalle borgate malfamate dando luce a una forma di ‘Mise-en-scène’”. Ed in effetti tra il pittore e lo scrittore-regista c’è una grandissima connessione, anche se non del tutto casuale. Il critico d’arte Roberto Longhi nel 1951 organizzò una grande mostra su Caravaggio a Milano, forse la prima in assoluto. Lui non lo considerava riprovevole, come ritenuto da molti nei secoli, anzi per Longhi era un autore fortemente contemporaneo. E Pier Paolo Pasolini era allievo di Longhi. Forse per questo i personaggi di Pasolini sono per Placido molto vicini a quelli di Michelangelo Merisi.

IL PITTORE SECONDO PLACIDO

Il Caravaggio proposto da Michele Placido è “un uomo ossessionato dalla voglia di raccontare attraverso la sua pittura una visione religiosa completamente nuova e rivoluzionaria dove il racconto delle storie bibliche è raffigurato dall’uomo preso dalla strada, ovvero il mendicante, la prostituta e il ladro, in una sorta di neorealismo ante litteram”. L’ombra di Caravaggio porta lo spettatore nel cuore di Napoli, città dove trova riparo dalla sentenza di condanna a morte, e nello studio in cui continua il suo lavoro pittorico. L’inizio del racconto cinematografico coincide con il momento in cui il Papa Paolo V si rivolge a un fidato uomo dell’Entità (i servizi segreti della Santa Sede, ovvero l’Ombra, una sorta di sicario) di condurre un’investigazione su Caravaggio per decidere se concedere o negare quella Grazia che il pittore chiede da tempo. Mentre l’Ombra indaga e il percorso di Caravaggio prende vita sullo schermo, il regista restituisce gli stessi colori e dettagli dei dipinti stessi.

SCAMARCIO NEI PANNI DI MICHELANGELO MERISI

Qui Caravaggio è un uomo desiderato e che desidera, e la sua creazione è associata alla furia. Nella sua descrizione ufficiale del film: “artista geniale e innovatore, desideroso di infrangere tutti i canoni dell’arte del suo tempo, per umanizzare la religione e rappresentare la nuda realtà dell’esistenza. A suo agio in mezzo a un’umanità turbolenta di criminali, accattoni e prostitute. Trasandato, sporco dei segni del suo mestiere, sempre con la spada al fianco e pronto alla rissa, si attirerà l’odio di nemici potenti e sarà lui stesso artefice del suo tragico destino”. “Ci sono molti punti di contatto tra me e Caravaggio. Ad esempio quello di essere due provinciali e di essere poi entrambi arrivati a Roma mossi da una passione autentica”. L’attore protagonista de L’ombra di Caravaggio è Riccardo Scamarcio.

DUE PERSONAGGI PRINCIPALI TRA REALTÀ E FINZIONE

Attorno a Caravaggio si muove più di un personaggio, più di una storia, ma due sono i principali che rappresentano in certo senso il passato e la sorte dell’artista, e sono rispettivamente Costanza Colonna e l’Ombra. La prima, nobildonna romana sposata infelicemente a Francesco Sforza, marchese di Caravaggio, protesse affettuosamente l’artista per tutta la vita. Ad interpretarla è l’attrice francese Isabelle Huppert che veste i panni di una donna realmente esistita ma al tempo stesso di un personaggio shakespeariano che nel corso della sua vita ha conosciuto il bene e il male, la giustizia e anche la trasgressione. “Costanza conosce Caravaggio da quando era bambino e lo accompagna nelle fasi della sua vita maturando per lui un amore che cambia nel tempo, riconoscendo la portata politica delle sue opere. Ci siamo chiesti che cosa farebbe oggi Caravaggio, forse si allontanerebbe dalle sue esigenze artistiche e si schiererebbe con i miserabili oppure farebbe il fotoreporter in zone di guerra, come dice Michele”, racconta la Huppert e aggiunge, “Caravaggio potrebbe essere associato a un personaggio borderline del rock, geniale e maledetto alla Kurt Cobain o alla Jim Morrison”. Il secondo e quindi l’Ombra è sempre un interprete francese, Louis Garrel. Unico personaggio di finzione del film, ha un carattere arcigno e irreprensibile, ha lo sguardo indagatore e l’espressione severa. È lui che permette di ricostruire parte dell’opera di Caravaggio e con minuzia di dettagli da vero detective, andando ben oltre le confessioni dei vari intervistati. Non essendoci per lui un chiaro riferimento, Garrel si è affidato a una rockstar: “Il mio riferimento era Elvis Presley. La pittura all’epoca era il mainstream, i quadri erano potentissimi perché parlavano alla coscienza delle persone. Lui ha parlato dei santi partendo da un fondo nero, cosa mai successa”.

L’OMBRA DI CARAVAGGIO, LA TRAMA

Italia 1600. Michelangelo Merisi è un artista geniale e ribelle nei confronti delle regole dettate dal Concilio di Trento che tracciava le coordinate esatte nella rappresentazione dell’arte sacra. Dopo aver appreso che Caravaggio usava nei suoi dipinti sacri prostitute, ladri e vagabondi, Papa Paolo V decide di commissionare a un agente segreto del Vaticano una vera e propria indagine, per decidere se concedere la grazia che il pittore chiedeva dopo la sentenza di condanna a morte per aver ucciso in duello un suo rivale in amore. Così l’Ombra, questo il nome dell’investigatore, avvia le sue attività di inchiesta e spionaggio per indagare sul pittore che – con la sua vita e con la sua arte – affascina, sconvolge, sovverte. Un’Ombra che avrà nelle sue mani potere assoluto, di vita o di morte, sul destino di un genio.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino

Margherita Bordino

Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in…

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