Un film sulla resistenza e sulla storia di una canzone. Il documentario Bella ciao – Per la libertà, diretto da Giulia Giapponesi, dopo le anteprime al Bif&st e al Bergamo Film Meeting, arriva in sala distribuito da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection come evento di tre giorni, l’11, 12 e 13 aprile.

BELLA CIAO, LA CANZONE SALVAVITA

Un film che riflette su molti aspetti di questa nota e popolare canzone, dalla sua origine ai fenomeni a noi contemporanei, attraversando generazioni e nazioni. Un percorso, un viaggio, un’indagine politica, sociale e culturale. Vinicio Capossela, tra i primi intervistati del documentario, affida alla canzone Bella ciao una definizione magica e straordinaria: “Canzone che scatta come un salvavita”. Ed in effetti, come vedremo anche nel racconto costruito da Giulia Giapponesi, è così. Un salvavita che nel tempo, mantenendo una stessa e invariata melodia, si è adattata alla storia di un popolo, di una lotta, di una resistenza. “L’idea alla base del film – racconta la regista – nasce dalla necessità di ristabilire il percorso biografico di Bella Ciao alla luce del suo essere diventata canzone internazionale. Una necessità che diventa più urgente in questo momento storico di passaggio, dove la Memoria della Seconda Guerra Mondiale – raccontata dalla viva voce di chi ha vissuto l’occupazione nazifascista – lascia il passo alla Storia, intesa come racconto del passato attraverso le fonti documentali”.

BELLA CIAO, INNO DELLA RESISTENZA IN UCRAINA

Bella ciao – Per la libertà è un documentario interessante per racconto, ricerca, unioni di interviste e materiali d’archivio e per senso civico e di libertà. E Bella ciao è di certo un orgoglio artistico italiano. Un inno che nel tempo è stato usato da tantissimi, diventando simbolo di tutti coloro che resistono a ogni tipo di fascismo. Un esempio recentissimo riguarda il conflitto in Ucraina, per cui la cantante Khrystyna Solovyy ha riadattato il canto partigiano all’attuale contesto del Paese.

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival, rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità, è giornalista pubblicista e content creator. Coordina il video magazine di Cinecittà, collabora tra gli altri con le Rivista 8 1/2 e Mediterraneo e dintorni, ed è autrice del programma tv Luce Social Club (Sky Arte).