“Doveva essere per forza il numero 30 di Avenue Montaigne. Era qui che dovevo stabilirmi, e da nessun’altra parte!”: rapito dal fascino di questo straordinario palazzo parigino, fu qui che Christian Dior andò incontro al suo destino, inaugurando la sua Maison il 15 dicembre 1946.

CHRISTIAN DIOR DA GALLERISTA A STILISTA

Prima di approdare alla moda, Dior aprì una galleria d’arte con il suo amico Jacques Bonjean al 34 di rue La Boétie. “La nostra ambizione”, disse poi, “era quella di ospitare mostre incentrate sui maestri che ammiravamo di più: Picasso, Braque, Matisse e Dufy, e i pittori che conoscevamo personalmente e che già tenevamo in grande considerazione: Christian Bérard, Salvador Dalí, Max Jacob, i fratelli Berman…”. Nel 1932 entrò in società con Pierre Colle per aprire un’altra galleria al 29 di rue Cambacérès, dove nel 1933 tennero una mostra dedicata al Surrealismo. Questa passione di Dior per l’arte è sempre rimasta viva e si evince anche negli spazi della sua Maison in Avenue Montaigne.

MAISON MONTAIGNE 30: IL RESTAURO NEL SEGNO DI DIOR

Ora il “rifugio del meraviglioso”, così definito dallo stesso Dior, ha riaperto i battenti dopo due anni di ristrutturazioni, che hanno ravvivato questo mitico indirizzo parigino: nei 10.000 mq i visitatori potranno trovare un negozio monomarca di abiti, accessori, gioielli (distribuito su due piani), un ristorante, che ospiterà anche grandi eventi, una pasticceria, tre giardini e un museo completamente dedicato a Monsieur Dior. Nei piani superiori c’è l’atelier e il laboratorio di gioielleria. Il restyling è stato curato dall’architetto Peter Marino, che ha permeato gli ambienti dello spirito del suo fondatore: dallo stile neoclassico degli arredi ai tanti elementi floreali ravvisabili nelle molteplici installazioni e opere d’arte presenti – tra tutti spicca Rose II di Isa Genzken. La sorpresa finale? Una suite dall’eleganza inconfondibile dove poter soggiornare.

LA GALERIE: IL MUSEO DIOR IN AVENUE MONTAIGNE 30

Il pezzo forte di questo rinnovato quartier generale Dior è senza dubbio La Galerie, il museo affidato alla maestria della scenografa Nathalie Crinière. Qui è stato ricreato l’ufficio di Monsieur Dior, dove si può ancora sentire la sua presenza attraverso oggetti e suppellettili, l’Atelier dove lo stilista realizzava i suoi modelli attraverso l’abilità di sarti sapienti, videoproiezioni che narrano la vita di Dior e i momenti salienti della maison. Ma a lasciare a bocca aperta è senza dubbio la grande scala a chiocciola avvolta da uno sbalorditivo “Diorama”: costituito da 1.500 abiti e accessori cult della maison riprodotti con stampanti 3d e dai tanti colori, l’installazione ripercorrere la storia di Dior, dalla collezione New Look a quelle attuali di Maria Grazia Chiuri.

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Roberta Pisa
Vive a Roma dove si è laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali. Da sempre si occupa di cultura e comunicazione digitale. Dal 2015 è pubblicista e per Artribune segue le attività social.